[L'intervista] Federica, la moglie di Paolo Rossi: "L'ultimo messaggio che mi ha scritto. Le sue raccomandazioni prima di morire"

"Così l'ho detto alle nostre bambine": Intervista esclusiva a Federica Cappelletti: "Paolo non era consapevole che non c'era più niente da fare. Stava soffrendo molto ma la situazione sembrava rimediabile. Poi invece tutto è andato storto"

Federica Cappelletti e Paolo Rossi: si sono sposati due volte per suggellare il loro amore.
Federica Cappelletti e Paolo Rossi: si sono sposati due volte per suggellare il loro amore.

“Qualche giorno fa mi ha scritto un messaggio mentre era in ospedale. Diceva così: “Grazie di tutto l’amore che hai sempre messo nelle cose fatte per me e per le mie adorate bambine. Ti ringrazio e spero che Dio te ne renda merito”. Ecco, lì ho capito che anche Paolo aveva compreso che se ne stava andando”. Le parole sfumano in gola e Federica cede per un attimo al dolore. Tra una manciata di minuti Federica Cappelletti, giornalista e scrittrice, moglie di Paolo Rossi e madre delle loro due bimbe di 8 e 10 anni, sarà di nuovo accanto al suo amato Pablito per dargli l’ultimo saluto, dopo che lui è morto tra le sue braccia nell'ospedale di Siena. Ma accetta di parlare per rendere un estremo servizio a Paolo, perché ci tiene che venga ricordato per ciò che è stato davvero.

Federica, come vi siete salutati?
“Paolo mi ha raccomandato di continuare a crescere le notre figlie, ancora così piccole, nello stesso modo. Mi ha detto di continuare a essere forte e felice per loro e io gli ho promesso che lo avrei fatto”.

Tu che cosa gli hai detto?
“Di andare sereno. "Vai sereno", proprio così. Stava soffrendo troppo e l’ho “liberato”. Gli ho detto di portare con sè il mio amore per sempre”.

Paolo era consapevole che non c’era più niente da fare?
“No, non lo era. Stava soffrendo molto, questo sì. Ma la situazione sembrava rimediabile. Poi invece sono sopravvenute delle complicanze: prima un versamento ai polmoni, poi un blocco intestinale. E a quel punto non c’è stato più nulla da fare”.

Com’è cominciata questa lotta contro il cancro?
“Gli era stato trovato un nodulo ai polmoni. Ma sembrava tutto risolvibile. C’erano i presupposti per farcela. Poi invece tutto è andato storto”.

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Che cosa ti piacerebbe che di lui fosse ricordato?
“La sua grandezza e la sua incredibile umiltà. Sono queste le due caratteristiche che rappresentano Paolo veramente. Lui era grande come persona e non solo come calciatore. Amava la vita, era positivo e ottimista. Ha sempre avuto tanto coraggio”.

Prima mi hai detto che si è raccomandato con te di continuare a crescere le vostre figlie come avete sempre fatto insieme. Mi vuoi dire qual era la vostra modalità?
“Paolo le ha sempre cresciute con semplicità e amore. Non si è mai messo su un piedistallo, ha sempre cercato di smorzare gli effetti della sua popolarità. Le bimbe non avevano idea di chi fosse davvero loro padre. Lo hanno capito stamattina”.

Perché?
"Quando ho detto alle bambine che il loro papà non c’era più, ho acceso tutte le televisioni di casa. “Ecco bambine mie questo è per farvi capire chi è stato vostro papà”. E credo che le abbia aiutate tantissimo”. L’emozione prende il sopravvento e le lacrime accompagnano le sue parole. Giusto il tempo di salutarci, prima che Federica abbracci per l’ultima volta il suo Paolo. “Quanto dura un attimo” è il titolo che avevano scelto insieme per il libro scritto a quattro mani sulla storia di Paolo. Ecco, oggi Federica sa che quell’attimo durerà per sempre.