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Gina Lollobrigida candidata a 95 anni: "Perché lo faccio". Ma i social si scatenano

Appena divulgata la notizia, in molti hanno pensato a una boutade. Invece la conferma è arrivata prima da uno dei partiti che la candida, poi dalla stessa interessata: "Ero stufa di sentire i politici litigare tra loro senza mai arrivare al dunque"

Appena divulgata la notizia, in molti hanno pensato a una boutade. E invece la conferma è arrivata prima da uno dei partiti che la candida e poi dalla stessa interessata. Gina Lollobrigida, alla veneranda età di 95 anni, sarà candidata a Latina al collegio uninominale del Senato, e in altre circoscrizioni nel plurinominale proporzionale, per la lista Italia Sovrana e Popolare, che riunisce Partito comunista, Patria socialista, Azione civile, Ancora Italia e Riconquistare l'Italia.

La bersagliera non si arrende

Insomma, la bersagliera non ha nessuna intenzione di arrendersi e a dispetto da chi la vorrebbe incapace di intendere e di volere, come attesta la lunga querelle giudiziaria con i familiari, rilancia, a suo dire “per il bene del paese” del quale è indiscussa icona da oltre 60 anni in tutto il mondo. La motivazione l’ha spiegata lei stessa in un’intervista al Corriere della Sera: “Ero stufa di sentire i politici litigare tra loro senza mai arrivare al dunque”. Desiderio senz’altro condiviso dalla stragrande maggioranza degli italiani che però da solo non basta a mettere a tacere le perplessità  legate all’età super avanzata della candidata e alla sua effettiva capacità di seguire i lavori parlamentari, oltre che la campagna elettorale.

A candidarla è l'ex magistrato Antonio Ingroia

Il sospetto è che chi la candida, ovvero l’ex magistrato Antonio Ingroia, voglia approfittare della popolarità dell’indimenticata interprete di “Pane, amore e fantasia” per raccattare consensi. Anche se, a dir la verità, non è la prima volta che l’attrice tenta l'avventura politica: si candidò alle Elezioni europee del 1999 con la lista dei Democratici. Raccolse oltre 10 mila preferenze che però non bastarono a mandarla a Bruxelles.

"Ecco per che cosa mi batterò"

Ora quindi ci riprova con un programma elettorale che lei sintetizza così: “Mi batterò perché sia il popolo a decidere, dalla sanità alla giustizia. L’Italia sta messa male”. E anche in questo caso non si può non essere d’accordo salvo chiedersi come la bersagliera del cinema possa trovare le energie per le battaglie parlamentari che attendono i nostri deputati e senatori, quanto mai divisi. Così ecco che sull’implacabile Twitter il suo nome vola tra i trend topic e c’è chi annota: “Candidare una persona di 95 anni, che non è in grado di sostenere una campagna elettorale né tantomeno di presenziare ai lavori del Parlamento e usarla per raccattare voti è uno schiaffo in faccia all’intelligenza di qualunque essere senziente”. E ancora: “La candidatura di Gina Lollobrigida è una delle cose più tristi a cui sto assistendo”.

La questione del tetto all'età delle persone candidabili

C’è anche chi solleva la questione di stabilire un tetto all’età delle persone candidabili al nostro parlamento, una questione che di pari passo con l’invecchiamento cronico del nostro paese, sembra quanto più attuale: “Se la Lollobrigida dovesse essere eletta sarebbe l’ennesimo parlamentare che ci  costa con resa zero. A 95 anni dovrebbe essere vietato presentarsi perché non si ha la forza fisica per partecipare attivamente alla vita politica. Ed è una furbata per prendere voti”.

Ingroia: "La Lollobrigida è perfettamente lucida"

Ingroia, che è il suo avvocato per un provvedimento di amministrazione di sostegno del suo patrimonio avanzato dal figlio, ha spiegato così la scelta di candidarla: “È una candidatura che ho proposto io per conto di azione Civile e Uniti per la Costituzione e non deve sembrare anomala  perché la Lollobrigida, checché ne dicano alcuni provvedimenti giudiziari che noi contestiamo, è perfettamente lucida”.

La consacrazione con "Pane, amore e fantasia"

Lei intanto va per la sua strada e aggiunge un nuovo tassello a una vita leggendaria che in sé racchiude già diverse esistenze. Nata a Subiaco il 4 luglio del 1925 in seno a una famiglia borghese, è assurta a notorietà già nel 1947 grazie all’elezione a Miss Roma. Nello stesso anno è arrivata terza a Miss Italia ma tutti avevano notato soltanto lei e le sue forme mozzafiato. Il salto nel cinema è avvenuto  subito dopo: a contendersela erano i registi italiani ma anche Hollywood dove la Lollo ha vinto il Golden Globe e recitato accanto a star del calibro di Rock Hudson, Errol Flynn, Tony Curtis, Frank Sinatra e Sean Connery. A consacrarla però fu “pane, amore e fantasia” accanto a Vittorio De Sica. Tantissimi i premi a cominciare dai sette David di Donatello e dai due Nastri d’Argento. A luglio scorso tra l’altro ne ha vinto un altro alla Carriera.

Un solo marito e una storia finita male

Il cinema però l'ha stancata rapidamente e la Lollo si è presto scoperta fotografa, girando il mondo con la macchina al collo e ritraendo famosi e non. La vita privata invece è sempre stata più turbolenta: un solo marito, il medico sloveno Milko Skofic sposato nel 1949 dall’unione col quale nacque un figlio. Il divorzio 30 anni dopo. Infine la relazione nel 2006 con l’imprenditore spagnolo Javier Rigau: molte le chiacchiere per la differenza d’età visto che lei ha già 79 anni e lui solo 45. La storia finì in tribunale, così come le tante e complesse vicende legate alla sua eredità. In uno sfogo televisivo nel salotto domenicale di Mara Venier la star sbottò: “Ho il diritto di vivere ma anche di morire in pace”.

Il rischio di un triste tramonto

Ora però non c’è tempo per i pensieri funesti. Una nuova avventura, di certo la più imprevedibile, l’ha catturata. L’obiettivo per chi la candida è raggiungere lo sbarramento del 3% e avere una rappresentanza in Parlamento. L’obiettivo della Lollobrigida invece sicuramente quello di dimostrare di essere ancora lucida. In un’accorata lettera al presidente Mattarella di qualche anno fa scrisse: “Credo di meritare un po’ di tranquillità e non di essere trattata come una persona incapace visto che non lo sono. Ho aspettato per anni perché credevo nella giustizia italiana. Ma mi sbagliavo”. Il problema forse è solo la strada scelta per dimostrare la sua intatta capacità intellettiva. Il rischio dietro l’angolo è il triste tramonto di un mito.