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Dai Giochi Olimpici negati per secoli al calcio professionistico, la lunga marcia delle donne nello sport

Le Olimpiadi greche escludevano le donne ma pure per poter partecipare a quelle moderne ci è voluta una lunga battaglia. Eccone i punti salienti

TiscaliNews

Ne hanno fatta di strada le atlete nei secoli, e tutta in salita. Nell'antichità alle donne la partecipazione ai Giochi era preclusa, tanto che alcune arrivavano a mascherarsi da uomini pur di parteciparvi. La lunga marcia dell'emancipazione dello sport femminile parte proprio da Olimpia e vive oggi, con il via libera della Figc al professionismo nel calcio donne, una svolta epocale. Lo sport e le donne, un connubio che è cresciuto nell'ultimo secolo a suon di battaglie, sportive ma anche di diritto.

Escluse dai Giochi antichi e moderni, poi la svolta

Se da una parte esistono prove di un pratica sportiva femminile fin dal 1900 a.C., dall'altra le donne ebbero invece un ruolo marginale quando nacque lo sport moderno. Le Olimpiadi greche escludevano le donne, a cui invece erano destinati i Giochi Erei. Quando Pierre de Coubertin ideò le Olimpiadi moderne pensò a competizioni solo maschili. Le donne rivendicano il lori diritto a fare sport sin dalla fine dell'Ottocento però: nel 1893 Senda Berenson, definita la madre della pallacanestro femminile, modifica le regole scritte da Naismith adattandole alle donne.

La prima maratoneta

Nel 1896 la greca Stamàta Revithi provò a iscriversi con lo pseudonimo Melpomene alla maratona della prima edizione delle Olimpiadi; non venne accettata, ma lei partì ugualmente venendo fermata prima dell'arrivo. La partecipazione delle donne è stata a lungo ostacolata. A Parigi 1900 alcune donne riuscirono a partecipare in maniera non ufficiale ad un torneo di tennis all'interno del programma olimpico e la inglese Charlotte Cooper diventa la prima donna a ricevere un alloro olimpico.

I primi Giochi Olimpici Femminili

Il movimento femminile cresce. Nel 1921 la francese Alice Milliat fonda la Federazione Sportiva Femminile Internazionale e organizza i Giochi Olimpici Femminili in opposizione ai Giochi ufficiali. Nel 1922 e nel 1926 furono organizzati, a Parigi e a Göteborg, i Giochi mondiali femminili. Ad Amsterdam 1928 furono ammesse 278 donne che, per la prima volta, poterono partecipare alle gare di atletica leggera. La prima medaglia fu vinta dalla polacca Halina Konopacka nel lancio del disco, ma la sua popolarità fu soppiantata dalla statunitense Elizabeth Robinson che 25 minuti più tardi vinse l'oro nei cento metri piani.

La prima medagliata italiana

Nel 1936 a Berlino arriva la prima medaglia olimpica italiana: è quella di Ondina Valla negli 80 metri. Gli anni Settanta-Ottanta sono quelli del boom dello sport femminile ma anche delle lotte per l'emancipazione: Billie Jean King è la tennista de "La battaglia dei sessi", la partita storica del 1973 che la vide trionfare nella sfida contro Bobby Riggs. Una carriera straordinaria quella della tennista, fondatrice della Wta e promotrice di campagne a sostegno della lotta contro il sessismo nello sport e nella società.

Novella Calligaris, Sara Simeoni e Nadia Comaneci

Intanto Novella Calligaris domina il panorama mondiale nel nuoto, nascono stelle nella ginnastica, come la romena Nadia Comaneci che a Montreal 1976 conquista il primo "10" nell'esercizio alle parallele. Sara Simeoni nell'atletica supera lo scoglio dei 2 metri nel salto in alto, fissando, nel 1980, il record a 2,01, durato oltre 30 anni, Chris Evert e Martina Navratilova danno vita ad una delle più accese a appassionanti rivalità nel tennis moderno. Il terzo millennio parla al femminile, con la stella Federica Pellegrini che dopo l'exploit ad Atene 2004 nel 2008, alla sua seconda partecipazione alle Olimpiadi, vince i 200 metri stile libero stabilendo il nuovo record mondiale e regalando all'Italia il primo oro femminile olimpico del nuoto.

La storia dello sport

Donne che hanno fatto la storia dello sport anche nelle sconfitte: Simone Biles è entrata nella storia come la ginnasta più decorata di sempre. Dopo aver aver vinto la medaglia d'oro a Rio de Janeiro nel 2016 nella gara "all around" a Tokyo 2020 ha deciso di ritirarsi dalla competizione non per un infortunio fisico, ma dei problemi psicologici, rilanciando il dibattito sulla salute mentale nello sport. E poi il calcio, che abbandona il ruolo marginale e diventa centrale nel panorama sportivo. I quasi 92mila spettatori per il Barcellona donne parlano chiaro.

La battaglia salariale

Anche la battaglia per la parità salariale vede un importante successo per l'universo femminile: la parità salariale sbarca nel calcio a stelle e strisce. Dopo le parole, negli Stati Uniti, sono arrivati i fatti ma grazie solo ad un ricorso in Tribunale: la US Soccer Federation si è impegnata a pagare la squadra nazionale femminile allo stesso livello della squadra maschile tramite un accordo sottoscritto con un gruppo di calciatrici, tra cui la star americana Megan Rapinoe, che aveva citato in giudizio la stessa federazione. Intanto la nazionale italiana femminile, al contrario dei colleghi uomini, è ad un passo dalla qualificazione per i Mondiali 2023 ed in Italia, dal primo luglio il calcio femminile entra nel professionismo.