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Isabella Ferrari racconta della sua scelta per l'aborto: “Avevo 17 anni, ci ripenso senza sensi di colpa”

L’attrice racconta i motivi che la portarono a interrompere la gravidanza e quali sensazioni oggi le porti quel ricordo. “Ero accompagnata da mia madre, non avrei saputo come affrontare la cosa”

TiscaliNews

La decisione della Corte Suprema Usa che ha abolito la storica sentenza con cui nel 1973 la stessa Corte aveva legalizzato l'aborto negli Usa, ha riaperto il dibattito sull’interruzione volontaria di gravidanza anche in Italia dove, in tante, stanno portando le proprie testimonianze. In un’intervista al Corriere della Sera, è stata Isabella Ferrari a pronunciarsi raccontando la sua esperienza: “La notizia orribile delle restrizioni dell’aborto in Usa è un vero scandalo. Pensavo: se tornassi indietro, rifarei quello che ho fatto”. Oggi l’attrice ha 58 anni a può guardare a quel periodo con una consapevolezza che può essere coraggiosamente condivisa.

“Ho abortito da ragazza”

“Non ne ho mai parlato. Mi è capitato da ragazza…Ci ripenso con dolore, ma senza sensi di colpa. Prima della vita di un embrione viene la vita della donna. Io sono per quella libertà. Si rischierà di morire con gli aborti clandestini, è un tornare indietro orribile”. Lo sguardo spazia quindi fra il proprio aborto, nel passato lontano, e quel diritto che oggi in tante, non solo negli Usa, non potranno esercitare. Importante poi smontare lo stereotipo della donna che abortisce in preda a laceranti sensi di colpa. Il dolore c’è, quello sì, ma nessuna colpa. C’è invece la responsabilità della scelta: di avere scelto se stessa. “Avevo 17 anni, troppo giovane, sentii che quel fidanzatino di Piacenza non poteva essere l’uomo della mia vita, ed è sempre una decisione femminile, per fortuna ero accompagnata da mia madre, non avrei saputo come affrontare la cosa”.

Le proposte indecenti

Oggi Ferrari ha la maturità per guardare anche ad altri lati problematici del suo passato: “Sono stata ossessionata dall’essere maschile. E’ stato faticoso. Ho cercato di gestire queste situazioni con registi, attori, produttori, il mio insegnante di recitazione, Franco Califano…Il Me Too è stata una liberazione. Certe cose non succederanno più. Ho subìto una prevaricazione maschile fastidiosa, costante, arrogante”. Ben venga quindi il coraggio che ci vuole per promuovere una rivoluzione culturale: quella in cui una donna può dire di no senza subire ritorsioni. Però: “Non sopporto le donne che denunciano di essere state aggredite vent’anni prima in una stanza d’hotel”. Insomma ogni cosa a suo tempo, e il tempo di Isabella Ferrari è un tempo buono.