storia dell’atleta da 10: “dicevano che ero grassa e ho pensato alla bulimia come soluzione”

Dai diari di Katelyn Ohashi, recentemente resi pubblici, emerge tutta la sofferenza legata alle critiche per il suo fisico non proprio asciutto

TiscaliNews

Sui tappeti della ginnastica artistica siamo abituati a vedere niente meno che silfidi, per questo Katelyn Ohashi, che silfide non è, ha avuto molti problemi nonostante le sue esibizioni rappresentino la perfezione di questa specialità atletica. Come dimostrano i numerosi video delle sue prodezze, diffusi e condivisi sui social, Katelyn è un mostro di bravura ma in tanti non le perdonano di avere in fisico insolito per la disciplina: troppo grossa e pesante. Anche se vola come una farfalla.

Il ritiro

Come racconta l'Huffingtonpost.it, Katelyn Ohashi ha ottenuto il massimo dei voti ai campionati Collegiate Challenge di Anaheim, in California ma ha deciso di non gareggiare nelle competizioni internazionali di massimo livello. Niente Olimpiadi, niente Mondiali: la pressione agonistica, gli infortuni e gli insulti ricevuti per il suo fisico hanno trasformato la sua passione per la ginnastica in un incubo.

Il diario delle sue sofferenze

Le critiche che hanno distrutto la sua autostima emergono dalle pagine del suo diario.  Katelyn qualche tempo fa ha deciso di renderlo pubblico per raccontare quel lato oscuro della ginnastica agonistica. "Da quando sono entrata nella squadra nazionale, ho iniziato a sentire le pressioni su come dovevo essere, il mio corpo doveva rispettare i canoni di quelli di una ginnasta in nazionale. Il mio allenatore dice che se sbaglio o cado è colpa del fatto che io sia troppo pesante, quindi ho iniziato a misurarmi con le mani le cosce ogni giorno per vedere se diventano più grandi. Di solito riesco a prenderla tutta con le due mani, ma oggi quando ci ho provato non ci sono riuscita. Appena me ne sono accorta, mi sono sentita distrutta e ho detto a me stessa che non avrei finito il panino che avevo per pranzo e che a cena avrei mangiato solo verdure. Adesso però ho fame, ho proprio fame, se potessi andare a dormire adesso, però dormirei lo stesso. Sono abituata a svegliarmi con la bocca che sa di ferro, ho talmente tanta fame che quando mi sveglio ho la nausea"

Il cibo come incubo

E ancora: "Mia mamma è una persona estremamente salutista, compra solo cose che fanno bene e pure il mio cane mangia solo cibo biologico. Mio fratello invece, può mangiare quello che vuole che non mette su un filo di grasso, mia mamma gli compra quello che vuole e poi però lo nasconde da me, perché sa che non è sano per un'atleta mangiare quelle cose. Io capisco che lo fa per il mio bene, ma a volte mi sembra che ovunque io vada e con chiunque io stia ci sia qualcuno a dirmi che sono troppo pesante e che devo dimagrire. Non mi sento a mio agio nemmeno a casa. Fortunatamente lavora fino a notte tarda, quindi quando sono sola e ho fame cerco il cibo e me lo mangio. Stasera però ho mangiato troppo, mi faccio schifo, sento il grasso che cresce sulle mie gambe. Non posso andare in palestra così domani, quindi adesso faccio allenamento finché non sono esausta e finché la mia coscienza non mi permetterà di addormentarmi".

Il rischio bulimia

Non bastava che le sue esecuzioni fossero perfette, doveva essere perfetto pure il suo corpo, per questo l’atleta ha confessato di avere pensato addirittura alla bulimia come a una "soluzione per salvarmi". Quando si è resa conto di essere entrata in una spirale di autodistruzione, ha detto basta e ha abbandonato l'agonismo. Ma non ha lasciato la ginnastica: continuerà nelle competizioni minori. "Penso che la ginnastica possa essere uno sport molto brutale, ma non penso che debba esserlo", ha dichiarato in un video del Players Tribune nel quale racconta la sua storia, "Spero solo che tra 10, 20 anni ci saranno persone che lasceranno vivere serenamente la ginnastica".