La manager italiana in Svizzera: "La discriminazione verso di noi, l'esercito e il coronavirus: ecco come stanno le cose"

La testimonianza di Marcella Oggiano, che da tre anni abita a Waedenswil, a pochi chilometri da Zurigo, dopo aver vissuto in Germania: "Lì, purtroppo, in quanto italiana, sono sempre stata vista attraverso la lente del pregiudizio"

“Mi chiamo Marcella, sono italiana e vi parlo da Waedenswil, a pochi chilometri da Zurigo. Vivo qui da tre anni, dopo oltre 20 anni trascorsi di Germania. Per me venire a vivere in Svizzera, dopo tanti anni vissuti ad Amburgo, è stato come approdare in un’isola felice: qui, a differenza di quello che mi è successo in Germania, mi sono sempre sentita accolta e non discriminata in quanto italiana e quindi vista attraverso la lente dei pregiudizi e di clichet stantii e spesso fasulli”.

Comincia così il videomessaggio che ci ha inviato Marcella Oggiano, manager nel settore eno-gastronomico, per raccontarci il punto di vista di un’italiana che vive all’estero, seppur a pochi chilometri dalla Lombardia, in questi giorni di massimo allarme per il Covid19. Marcella in particolare racconta che l’ovattata Svizzera non la sta discriminando nemmeno in questi giorni in cui gli italiani si sono sentiti spesso nei panni, molto scomodi, degli untori d’Europa. Ecco la sua testimonianza.