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[L'intervista] Luxuria: "Ecco perché non riesco a smettere di piangere"

[L'intervista] Luxuria: 'Ecco perché non riesco a smettere di piangere'

La voce è cauta e ha un retrogusto di tristezza. Per Vladimir Luxuria non è un periodo facile e gli strascichi della sua presa di posizione iniziale contro Asia Argento in merito allo scandalo sessuale su Weinstein continuano a farsi sentire, anche ora che ha chiesto scusa via social all’attrice con una lettera sincera e commovente. Scuse accettate prontamente da Asia Argento con un tweet altrettanto sincero e pieno d’affetto. Eppure la transgender più famosa d’Italia è tornata a scrivere di quello che le sta succedendo e ha confessato di non riuscire a rialzarsi e di smettere di piangere.

Vladimir, perché tutta questa sofferenza? Ormai la questione dovrebbe essere chiusa, ora hai chiesto scusa e che le scuse sono state accettate. E invece?
“Scrivere quella lettera e pigiare il dito su “pubblica” mi ha liberato di un peso enorme e di una zavorra che mi stava soffocando. Ma non mi è bastato perché erano tanti giorni che stavo male. E poi, sono riandata indietro ai miei vecchi tweet per cancellarli, ma rileggerli mi ha riaperto la ferita e mi ha fatto rivivere ciò che è successo. Mi riprenderò. Sono molto contenta che Asia Argento abbia accettato le mie scuse e che abbia scritto che gli insulti transfobi che i sono stati rivolti l’hanno ferita personalmente”.

Che insulti ti erano arrivati?
“Cose tipo che sono fatta solo di silicone e che resterò per sempre un maschio. Ma non voglio giudicare chi mi ha scritto queste frasi. Credo siano dettate dalla diffidenza, la stessa di cui ho peccato io nei confronti di Asia Argento e del racconto che lei ha fatto delle molestie e delle violenze subite da Weinstein”

Già, come mai tutta quella diffidenza?
“Non voglio dare la colpa ai giornali, ma è vero che tanti media autorevoli hanno pubblicato a proposito di Asia cose non vere alle quali ho creduto. Come, ad esempio, che Asia, dopo la violenza subita, abbia girato 4 film con Weinstein. Una falsità assoluta. Ma sarebbe bastato andare su wikipedia per verificarlo. Un’altra falsità che ho letto era che Asia avesse continuato ad avere rapporti sessuali con Weinstein dopo quella violenza. Devo dire che quando l’ho vista a #Cartabianca mi è bastato guardarla negli occhi per capire che era sincera e che diceva solo la verità”.

Eppure anche a #Cartabianca hai continuato a darle contro…
“Purtroppo ero entrata nel ruolo dell’accusatrice ed ero accecata dalla luce che avevo addosso. Appena è finita la trasmissione sono stata veramente male. Era come se non riconoscessi più me stessa. Di lì a poco ho deciso di scrivere la lettera di scuse”.

Hai raccontato che l’episodio scatenante è avvenuto il giorno dopo con l’incontro di una donna.
“Sì, è vero ma quella è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Le scuse ad Asia le avrei scritte lo stesso. Comunque, il giorno successivo ero a Pavia per la presentazione del mio libro e tra le relatrici ho conosciuto una donna polacca che mi ha raccontato di quando un suo zio che l’aveva molestata. Soltanto dopo 30 anni da quelle violenze quella donna è riuscita a parlarne e si è confidata con la sua famiglia che però non le ha voluto credere. Ecco, in quel momento, se non le avessi creduto credo che per lei sarebbe stato come risentire addosso le mani sporche dello zio. Ho capito che quello delle violenze è un trauma che ha bisogno di tanto tempo per essere confessato perfino a se stesse. Anzi, vado anche oltre”.

E cioè?
“Secondo me perfino i quei casi in cui è la donna stessa a offrirsi al potente di turno si può parlare di molestie. Non c’è mai autodeterminazione o libera scelta. Sono donne vittime di un sistema malato in cui puoi ottenere un lavoro in cambio di un favore sessuale”.

Con Asia vi siete parlate o viste?
“No, non ancora. Ho provato a contattarla anche tramite amicizie comuni ma lei in questo periodo è spesso fuori. Comunque sono certa che ci incontreremo resto. Spero di ritrovare non solo l’amica. Qualora volesse, sono pronta a fare delle lotte insieme. In fondo misoginia e omofobia sono i nostri comuni nemici”.