Milleunadonna

Marina Ripa di Meana irriconoscibile: "Sfigurata dalle terapie contro il cancro"

La regina della mondanità romana si è presentata in tv con il volto coperto da una velina nera: "Combatto il cancro da 16 anni e l'ultima terapia mi ha causato uno choc anafilattico"

Il volto sfigurato, gonfio e a chiazze rosse. Assolutamente irriconoscibile. È questa l'immagine di sè che Marina Ripa di Meana ha voluto diffondere attraverso le telecamere di Pomeriggio 5, programma condotto da Barbara D'Urso che l'ha poi ospitata in studio. La stilista, nonché regina della mondanità romana fin dagli anni Sessanta, si è presentata con una velina nera a coprirle il volto e ha raccontato la sua battaglia contro il cancro, una battaglia che va avanti da ben 16 anni.

"Mi hanno tolto un rene e poi ho dovuto ricominciare le chemio e le terapie. È una battaglia molto difficile. L’ultima terapia mi ha fatto svegliare una mattina in quello stato. Mi sono precipitata all’ospedale dove sono in cura. Per 10 giorni mi hanno sottoposto a varie terapie. Adesso sto meglio, ma la sera divento rossa come se fossi abbronzata. Ho chiesto di poter raccontare questa storia perché voglio dimostrare alle persone che la scienza sta andando avanti. Ne sono la prova vivente: combatto da 16 anni. È vero che l’altro giorno, quando mi sono scattata quella foto, pensavo di morire. Ho avuto uno choc anafilattico, mi si è chiusa la gola".

Una battaglia, quindi, non priva di momenti di sconforto e di ricadute. Ma una battaglia che Marina Ripa di Meana porta avanti con coraggio e determinazione. Al punto da lancirae un appello contro le cure alternative nella lotta ai tumori: "In sedici anni ho avuto momenti brutti, ma la chemioterapia bisogna farla. Non credete alle terapie alternative. Io vado avanti con le cure classiche che mi danno speranza, non con i palliativi e i ciarlatani. Ho chiesto ai medici se esiste un modo per scongiurare una reazione allergica di questo tipo. Mi hanno detto di no, ma ciò non vuol dire che non bisogna curarsi. Ho avuto questa manifestazione così cruenta dopo 10 giorni di terapia. Se hai un buon medico, ci si rende conto in tempo dell’errore e si cambia terapia. Voglio solo dire a tutti che il cancro va combattuto, io sono ancora qua".