Milleunadonna

Massacra di botte l’amica dopo la tentata violenza sessuale e lo condannano a soli 8 mesi. Ora è libero

È polemica sui social: in tante si chiedono che giustizia sia questa e quanto le donne possano sentirsi sicure dopo avere denunciato abusi e violenze

Foto tratta da Instagram @silvia_grilli
Foto tratta da Instagram @silvia_grilli
TiscaliNews

È di due giorni fa la notizia di un turista norvegese (di origine irachena) 21enne che ha massacrato una sua connazionale nel pieno centro di Roma. Una serata tra amici in un qualunque sabato sera vacanziero, le avances respinte e poi l’epilogo violento con lui che spinge a terra la 20enne e poi le sferra dei calci alla testa uno dei quali le rompe il setto nasale e due denti. Per lei, Tiril Solberg, 30 giorni di prognosi e per lui una condanna per direttissima. Bene, si dirà, una sentenza veloce in un paese che paga fior di multe per la giustizia più lenta d’Europa. E invece non c’è granché da rallegrarsi perché il giovane è stato condannato rapidamente ma a soli 8 mesi essendo incensurato, e oggi è già libero.

“Ho paura che possa farmi male di nuovo”

Si dirà che è stata applicata la norma e ne siamo sicuri. Ma la domanda è: che senso ha denunciare un uomo che ti picchia se quello si fa due notti in gattabuia e poi torna libero, più libero di te che devi vivere nel terrore di incontralo di nuovo. E infatti ha paura Tiril, come ha raccontato a La Repubblica: “Sì ho paura, ho capito sulla mia pelle quanto sia facile essere colpiti all'improvviso e feriti. Non so che dire, mi interessa che sia stato individuato e soprattutto di essere stata creduta per quello che mi è accaduto. Non cerco vendetta ma certo temo che possa farmi di nuovo male”. Il resto dell’intervista è agghiacciante, con il racconto dei momenti in cui si è trovata a terra, presa a calci in faccia: “Ha iniziato a prendermi a calci senza dirmi nulla e io non riuscivo a parlare, nemmeno a chiedere aiuto. Con un calcio mi ha rotto anche due denti, avevo un terribile dolore a un occhio. È successo tutto così velocemente che mi sono resa conto della gravità quando sono arrivata in ospedale e ho visto i danni che mi aveva provocato”.

E se capitasse a me?

Molte donne in questo momento si stanno interrogando sulla vicenda: e se capitasse a me? “Nessuna donna dovrebbe sentirsi così come sto adesso io perché dice di 'No' a uno che vuol fare sesso con lei. I lividi passeranno ma la mia anima resta ferita”, dice ancora Tiril e in tanti le danno sostegno sui social. Una donna fra tante riassume bene l’unanime sconcerto: la direttrice di Grazia. Scrive su Instagram Silvia Grilli: “Lui voleva avere un rapporto sessuale con lei. Quando lei ha rifiutato, lui l’ha insultata pesantemente e presa a calci in faccia. È accaduto in strada, a Roma. Il ragazzo, 21enne, è stato arrestato e condannato a otto mesi, ma la pena è stata sospesa: ora è libero. Lei, una studentessa norvegese sua coetanea, per il suo no è stata ridotta in queste condizioni. Come pensate che si possa sentire adesso Tiril Solberg, dopo l’umiliazione, gli insulti le botte, le ferite del corpo e quelle dell’anima che non guariranno presto, mentre il suo aggressore è stato lasciato libero di colpirla ancora? E nessuno osi dire che, poiché i due si conoscevano, si tratta di una vicenda complicata. No è no. La violenza è violenza. Grazie, @tirilsolberg. Grazie di essere venuta allo scoperto. Grazie di aver mostrato senza paura la tua faccia e di aver denunciato. Ma si può chiamare giustizia quella che ha lasciato libero il tuo aggressore? Si può considerare il suo un reato minore? Si può considerare quell’uomo non pericoloso? Oggi Tiril è in ospedale e domani sarà sottoposta a un intervento chirurgico. In bocca al lupo, tesoro”.