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L'assenza di Melania. La tosse persistente e il Covid: ecco perché la first lady non è ancora guarita

Doveva essere presente al primo comizio al fianco del marito dopo 16 mesi ma i sintomi legati al coronavirus la costringono a casa

TiscaliNews

Se il coronavirus sembra abbia reso più forte Donald Trump, almeno così la racconta il presidente degli Usa, non si può dire altrettanto di sua moglie Melania che, sulla carta, avrebbe dovuto cavarsela meglio visto che ha 24 anni in meno di suo marito e godeva di ottima salute. Invece la first lady è ancora convalescente dal Covid-19 e a causa di una "Tosse persistente" è costretta ad annullare a sorpresa quella che doveva essere la sua prima partecipazione quest'anno ad un comizio elettorale del marito a Erie, in Pennsylvania, uno degli Stati in bilico dove Joe Biden è avanti del 3,8% secondo la media di RealClearPolitics.

La scelta di Melania contro il covid

"La first lady continua a sentirsi meglio ogni giorno di più ma a causa di una tosse persistente e per maggiore precauzione non viaggerà oggi", ha spiegato la sua chief of staff Stephanie Grisham poche ore prima della partenza. A differenza del presidente, che si era curato con un'intensa terapia sperimentale e che aveva dovuto ricorrere all'ossigeno, Melania aveva scelto un approccio più naturale, optando per vitamine e cibo salutare. La scelta non pare averle giovato.

L’ultima apparizione

La sua ultima apparizione ad un rally risale a 16 mesi fa, quando Donald Trump lanciò da Orlando, in Florida, la sua candidatura per il secondo mandato. Da allora Melania si è fatta vedere solo alla convention repubblicana di agosto, col suo discorso dal Rose Garden della Casa Bianca, e alla cerimonia per la nomina della nuova giudice della Corte suprema Amy Coney Barrett, dove probabilmente lei e il marito hanno contratto il Covid. In Pennsylvania sarebbe stata anche la sua prima uscita pubblica dopo la convalescenza e le imbarazzanti rivelazioni della sua ex amica Stephanie Winston Wolkoff, autrice del libro 'Melania and Me'.

La mascherina di Melania

Da quando è scoppiata la pandemia in Usa, in marzo, l'ex modella slovena si è tenuta lontana dagli eventi elettorali, anche quelli virtuali. E il suo messaggio si è concentrato più sulla pandemia che sulla rielezione del suo Donald. A differenza del marito, ha ripetutamente incoraggiato gli americani ad indossare la mascherina e a praticare il distanziamento sociale, anche se poi si è smentita clamorosamente due volte non usando alcuna protezione facciale alla cerimonia per la Barrett e togliendosi la mascherina alla fine del primo duello presidenziale in tv.

Una first lady controcorrente

La sua lunga assenza dal palcoscenico elettorale contrasta quindi con il ruolo attivo svolto storicamente dalle first lady, da Eleanor Roosevelt a Michelle Obama, sempre più popolari dei rispettivi mariti e quindi accanto a loro durante la campagna. Con l'eccezione di Hillary, che aveva meno consenso di Bill. Un'assenza in contrasto anche con l'ubiquità dei figli adulti del presidente, con Ivanka, Donald Jr. ed Eric che hanno partecipato a decine di appuntamenti, diventando i “surrogati” principali del padre.

Più popolare del marito

Ora però la campagna di Trump ha deciso di usare tutte le risorse a disposizione nel tentativo apparentemente disperato di risalire nei sondaggi, in un momento in cui per il ticket dem scende in campo Barack Obama. Così ha mobilitato anche la first lady per la volata finale, in particolare per corteggiare il voto delle donne, soprattutto quelle dei sobborghi urbani, dove il marito ha perso terreno. Del resto la popolarità di Melania è sempre stata più alta di quella di Donald: 47% contro il 41%, secondo l'ultimo rilevamento Gallup. Ma per vederla tornare in campo (se tornerà) servirà ancora tempo: proprio quello che adesso a Trump scarseggia.