Scoppia il caso di Miss maglietta bagnata: “È un concorso sessista”

Per l’assessora padovana manifestazioni di questo tipo non fanno altro che oggettivare la donna. “Pensavo che cose del genere facessero parte del passato”

Scoppia il caso di Miss maglietta bagnata: “È un concorso sessista”
TiscaliNews

Estate tempo di concorsi di bellezza e le miss, si sa, meno abbigliamento portano addosso quando sfilano, più pubblico attraggono. Contro questa visione sessista delle candidate si scaglia l'assessora padovana ai Servizi sociali Marta Nalin, che si è espressa negativamente contro il concorso Miss Maglietta bagnata. Come racconta Il Gazzettino, la polemica ha assunto anche un risvolto politico.

Donna oggetto

Sabato sera la manifestazione è stata rinviata all'ultimo momento per l'allarme maltempo ma c’è chi la vorrebbe rimandare a tempo indeterminato. «Parlare di sessismo non mi sembra eccessivo. Con manifestazioni di questo tipo non si fa altro che oggettivare la donna. Pensavo che cose del genere facessero parte del passato. Far sfilare delle ragazze in maglietta solo per poter sbirciare qualche trasparenza, è inaccettabile», ha affermato Marta Nalin.
La settimana scorsa a Padova si era svolta la manifestazione Miss Naviglio e per la settimana prossima è attesa Miss lato B. Una triade di appuntamenti per niente gradito dall'assessore ai Servizi sociali, da sempre attenta alle pari opportunità e alle politiche di genere.

Una schifezza

Secondo Vvox.it, gli organizzatori di  “Miss maglietta bagnata“ assicurano che la manifestazione si terrà ai Navigli di Padova, zona Portello, sabato prossimo come ogni anno e così invitano il pubblico: «Portate le vostre pistole ad acqua». Lo scopo è infatti bagnare le ragazze disposte a sfilare con una maglietta resa trasparente dall’acqua. Per Marta Nalin «armare i ragazzi di pistole d’acqua in modo che poi le magliette diventino trasparenti, sono giochi che già quando ero ragazzina mi sembravano eredità di un retaggio sbagliato. Una schifezza – conclude -,  si continua a dare l’immagine sbagliata e pericolosa che la donna sia a disposizione».