Naomi Scott: “La mia Jasmine, principessa forte che vuole essere una leader”

È finito il tempo delle belle protagoniste che miravano solo all’amore del principe azzurro, ora Disney punta sul “girl power”

di C. M.

È da tempo che Disney ha sposato le istanze del girl power e abiurato la fede nelle principesse abuliche, bisognose della salvezza dispensata dall’azzurro figlio di re in sella al bianco cavallo. Non fa eccezione il nuovo Aladdin in versione live action diretta da Guy Ritchie, con Mena Massoud, Naomi Scott e Will Smith, un genio spassoso, ironico (i toni ricordano spesso il suo “Principe di Bel Air”) e con un tocco hip hop.

La principessa che punta al sultanato

Ritchie ha trovato una chiave per confrontarsi con il cartoon, arricchendo il mondo favolistico con i ritmi di Bollywood. Ma il film guarda anche alla realtà grazie a una riscrittura del personaggio di Jasmine che, da principessa ribelle, è diventata una giovane donna forte che aspira a diventare guida del suo popolo nonostante le leggi lo vietino. Un'immagine moderna e particolarmente d'impatto, essendo una principessa mediorientale (per quanto la storia originale, "Aladino e la lampada meravigliosa", tratta da Le Mille e una notte, sia ambientata in Cina).

Una vera leader

"Vedo Jasmine come una persona forte e indipendente - ha spiegato Naomi Scott -. È una leader che vuole sentirsi legata alla gente del suo regno e comportarsi bene nei loro confronti. Non combatte solamente per le proprie decisioni, ma anche per migliorare la vita del prossimo". L'elemento favolistico della storia resta appieno e alla fine la bella Jasmine raggiunge il suo obiettivo perché grazie alla sua determinazione, il padre sultano, decide di cederle il potere. In effetti situazione purtroppo ancora simile al reale in cui donne, pure determinate, arrivano a posizioni di potere solo per gentile concessione maschile.