La polemica sessista infuria a Tokyo, la presa di posizione delle ginnaste: "Il body è troppo sexy"

Basta body, meglio la tuta coprente fino alle caviglie. Questa è stata la decisione delle ginnaste tedesche alle Olimpiadi

TiscaliNews

Quando si spengono le luci in pista e la loro esibizione ha inizio, tutto sembra normale: file di cristalli e pietre multicolore sul busto, fondo del body rosso scarlatto, maniche bianche. Ma per le ginnaste tedesche, tutto cambia nella parte inferiore della divisa, che non si ferma alle anche, come da anni ormai è tradizione per le giovani atlete, ma prosegue fino alla caviglia: basta body, meglio la tuta coprente, hanno deciso. Per mettere fine alla "sessualizzazione della ginnastica", fino al termine delle Olimpiadi sarà così. Lo strappo è avvenuto ieri, quando si sono presentate in pista per le qualificazioni. Non avevano il body tagliato alto sulle cosce, come un bikini, ma delle lunghe tute stretch.

Le Olimpiadi di Tokyo sono le prime dopo che l'ex medico della nazionale americana di ginnastica, Larry Nassar, si è preso 176 anni di condanna per abusi sessuali su centinaia di atlete, alcune delle quali anche molto famose. E' stato un processo al quale hanno voluto essere presenti molte atlete delle squadre femminili, molte olimpioniche. E in tante hanno parlato, hanno descritto come la cultura dello sport finora abbia se non favorito, quanto meno tollerato un ambiente dove l'abuso, la molestia sessuale o quanto meno la trasformazione di atlete giovanissime, spesso ragazzine, in "campionesse-oggetto". Tanto che i colleghi maschi di sport come la ginnastica, pur compiendo strettamente gli stessi movimenti della colleghe donne, si presentano con divise che coprono interamente il corpo: pantaloni lunghi per gli esercizi alla sbarra, pantaloncini per quelli a terra, e così via.

La nazionale femminile tedesca, per prima, ha indossato agli Europei di Ginnastica artistica dello scorso aprile delle divise con calzamaglia fino alla caviglia. Ma, come ha raccontato la ventunenne Sarah Voss, non erano sicure di adottare la decisione anche a Tokyo 2020: "Ci siamo sedute e abbiamo detto: ok, c'è una grossa competizione. Dobbiamo essere sorprendenti, vogliamo mostrare a tutti che siamo sorprendenti". La rivoluzione non ha fatto finora proseliti, le altre squadre si sono presentate con il solito body.

La star americana Simone Biles, battuta ieri da Vanessa Ferrari nelle qualificazioni, aveva spiegato di sentirsi meglio con i body "che allungano le gambe e mi fanno apparire più alta". Ma, aveva aggiunto, "sto con la loro decisione di indossare qualsiasi cosa a una di noi faccia piacere o in cui ci si senta a proprio agio". Uno dei responsabili commerciali di GK Elite, il primo produttore americano di tenute per ginnastica, spiega che le richieste di tute coprenti sono finora arrivate da paesi che preferiscono questo tipo di abbigliamento per motivi religiosi. "Siamo in grado di disegnarle e produrle - ha aggiunto il responsabile, Matt Cowan - ma per ora non siamo nella prospettiva di una domanda di tipo consumistico". Ad aver spinto la Germania come apripista della nuova tendenza, è senz'altro l'età non particolarmente bassa - come è invece tradizione per la ginnastica artistica, dove si gareggia a 14 anni - delle componenti della nazionale: Elisabeth Seitz ha 27 anni, Kim Bui 32, Pauline Schafer 24 e la Voss 21.

La loro scelta di coprirsi non contravviene alle regole della Federazione internazionale di ginnastica ma - più in generale - molti sono i vincoli che non consentono alle donne nello sport ad alto livello di coprire come vogliono il loro corpo. Qualche settimana fa in Bulgaria, la squadra femminile norvegese di beach handball (pallamano da spiaggia) si è rifiutata di gareggiare in bikini, dando il via a quella che è stata definita "la guerra degli shorts": agli uomini, protestano, è consentito indossare pantaloncini per lo stesso sport in cui le donne devono mostrarsi in bikini. Ma per questo sono state multate per violazione alle regole sulle divise ufficiali da indossare in nazionale. (Fonte Ansa)