Il nuovo Royal Baby non sarà mai re ma fa crescere il Pil del Regno Unito della Brexit

Il figlio appena nato dei Duchi di Sussex regalerà alla Gran Bretagna, impantanata con la Brexit, oltre 1 miliardo di sterline

dida:
di Simone Filippetti

La grande attesa per Royal Baby, o meglio, il Royal Sussex come la stampa britannica aveva già soprannominato il bebè in arrivo per il principe Harry, figlio di Carlo e della compianta Diana, e la duchessa Meghan, è finita (anche se in Italia, e altrove, nessuno aveva perso il sonno la notte). Con non pochi imbarazzi per Buckingham Palace, per la scelta a dir poco inconsueta della coppia di far nascere il baby in casa e più precisamente a Frogmore Cottage, è venuto alla luce il figlio della coppia reale più paparazzata degli ultimi anni. L’erede al trono di casa Windsor è arrivato in ritardo, ma tre le “anomalie” di Harry e Meghan anche quella di aver voluto dare l’annuncio a parto avvenuto, diversamente da tutti gli altri discendenti. E’ anche circolata la dietrologia di chi dice che l’erede al trono di Buckingham Palace fosse addirittura già nato, e che però al momento la notizia sia stata tenuta nascosta ai sudditi.

Il giallo della culla

Piccolo giallo della culla a parte, il sangue blu dei Duchi di Sussex, e il loro figlio appena nato, regaleranno alla Gran Bretagna, impantanata con la Brexit, oltre 1 miliardo di sterline. Un bell’aiuto per un’economia in bilico che rischia la recessione per l’addio all’Europa.

Merchandising da favola

Il popolo inglese, sempre diviso tra amore e odio verso la monarchia, va però in estasi ogni volta che arriva un nuovo pargolo di casa Windsor. C’è un boom di consumi, il merchandising da Fiocco Blu (o Rosa) impazza: dalle T-Shirt alle cartoline, dai accessori ai souvenir, fino ai fiori (che gli inglesi amano regalare a ogni occasione). L’editoria brinda, con dvd, poster e speciali abbinati, i click dei siti (riempiti fino all’inverosimile di photogallery), gli ascolti di radio e tv salgono a razzo (e dunque aumentano gli investimenti pubblicitari). L’Inghilterra si riscopre una nazione che ama i suoi Re e un’euforia di consumismo contagia il paese; il Pil (che significa anche posti di lavoro e più tasse), sentitamente ringrazia.

Settimo in linea di successione

Eppure tutta questa euforia pare davvero esagerata: perché per quanto primo figlio maschio di Harry, il bebè arrivato, ancora senza nome, non sarà mai Re della Gran Bretagna. E il figlio di Harry è al momento al settimo posto nella linea di discendenza, con tre pretendenti addirittura quasi coetanei. Il futuro Re del Regno Unito è già deciso da decenni e sarà il Principe Carlo, il nonno del bambino appena nato: aspetta da 70 anni di diventare il Re dei sudditi britannici. Nessun principe nella storia della corona britannica, ha mai aspettato così tanto. L’erede nato nel 1948 ha battuto pure Edoardo VII, il figlio della ottuagenaria Regina Vittoria, che dovette aspettare 60 anni per indossare la corona.

La nonna eterna

Poche settimane fa la Regina Elisabetta ha compiuto 93 anni: è il sovrano già longevo di tutta la monarchia della Gran Bretagna, monarchia fondata quasi 1000 anni fa, nel lontano 1066, da Guglielmo il Conquistatore. Il re Normanno sbarcò sull’isola provenendo dalla Francia, ma in realtà la sua famiglia aveva origini vichinghe, e ad Hastings sconfisse le tribù di Angli e Sassoni che si stavano dilaniando per il controllo del paese. Guglielmo, William in inglese (nome che ancora oggi i suoi discendenti portano), conquistò Londonwic, un piccolo borgo lungo il Tamigi che era sorto sulle ceneri della colonia romana di Londinium (fondata dall’imperatore Claudio nel 44 d.C.) e lì costruì un castello, in realtà una torre, a difesa del suo neonato impero. Ancora oggi nella Tower of London, uno dei monumenti più visitati di Londra, sono conservati i gioielli della Corona.

Quando la Regina scomparirà, il trono passerà al figlio, ancorché già anziano: molti ipotizzano che Carlo possa abdicare, ma anche se lo facesse, la Corona andrà al primo figlio maschio, il principe William, che ha sposato Kate Middleton e da cui sono nati 3 figli: Baby George, il più famoso dei Royal Baby, la principessina Charlotte e il principino Louis. William è ancora giovane e dopo di lui viene appunto George.

Perché il sesto pronipote della Regina possa un giorno salire al trono, la casa dei Windsor dovrebbe soffrire una sequela incredibile di lutti (almeno tre e tutti tra i bis-nipoti di Sua Maestà) oppure un altrettanto improbabile serie di abdicazioni. Cosa che esclude l’ultimo arrivato da ogni aspirazione e che dovrebbe anche smosciare l’entusiasmo dei media e della pubblica opinione: il Royal Sussex sarà uno dei tanti duchi dell’immenso albero genealogico di casa Windsor.
Si calcola, però, il pargoletto della coppia Harry-Meghan, la più paparazzata al mondo nel 2018 (anno del loro matrimonio) porterà consumi per 1,4 miliardi di sterline in 2 anni.

Baby George superstar

Quando nacque Baby George, il primogenito del principe William e di Kate Middleton, futuro Re d’Inghilterra e primo Royal Baby dell’epoca dei Social Media, gli inglesi spesero la sbalorditiva somma di 240 milioni di sterline solo nei giorni immediatamente successivi alla nascita. Da lui in poi, le altre nascite sono andate in calando: Charlotte movimentò molto meno, 75 milioni; e il terzogenito Louis, solo 54 milioni. E’ man mano svanito l’effetto novità. Ma più che l’effetto immediato sui consumi, è quello a medio e lungo termine che ha un effetto sull’economia del Regno Unito.

Charlotte campionessa di incassi

E il record di Pil per un Royal Baby spetta, invece, proprio alla principessa Charlotte: vale oltre 4 miliardi di sterline come “giro d’affari”: ogni volta che appare in tv con un abitino o un accessorio nuovo, le mamme inglesi corrono a copiarlo per le loro figlie. Charlotte è una trend setter, è già una influente a meno di 4 anni; detta legge nella moda per bambini, industria ricchissima e che non conosce mai crisi. Il fratello George, votato il bambino più elegante d’Inghilterra, cosa su cui c’erano pochi dubbi peraltro, vale “solo”, si fa per dire, 3 miliardi.
La mania del Royal Baby ha contagiato anche i bookmaker inglesi: pagavano 4 sterline a 1 nel caso in cui, se fosse nata una femminuccia, fosse stato scelto il nome Diana, come la nonna. E’ nato invece un maschietto di 3,2 chilogrammi, al momento senza nome, ma l’unica cosa certa è che l’ennesimo erede non si chiamerà Diana.