Rula Jebreal a Sanremo? Si scatena la polemica "sovranista". O è "solo" sessismo?

Donna, bella, attivista palestinese e forse conduttrice di Sanremo. Gli elementi per una polemica ci sono tutti e infatti sui social il nome di Rula Jebreal rimbalza in testa ai trend topic

Rula Jebreal a Sanremo? Si scatena la polemica 'sovranista'. O è 'solo' sessismo?

Donna, bella, attivista palestinese e forse conduttrice di Sanremo. Gli elementi per una polemica ci sono tutti e infatti sui social il nome di Rula Jebreal rimbalza in testa ai trend topic. È bastato che il sito Dagospia divulgasse l’indiscrezione secondo cui la giornalista e scrittrice con cittadinanza israeliana e naturalizzata italiana potrebbe essere una delle 10 donne che affiancheranno Amadeus sul palco dell’Ariston, perché sui social si scatenasse il dibattito e gli haters avessero il loro bel daffare anche durante le feste.

La popolarità grazie a Michele Santoro

Per chi non la conoscesse, va ricordato che Rula Jebreal è figlia di un imam sufi di origine nigeriana e di una donna che, dopo aver subìto gravi abusi durante l’infanzia, si è suicidata quando Rula aveva appena 5 anni. Una vita in salita nel segno dell’impegno e dello studio che l’ha portata in Italia grazie a una borsa di studio in fisioterapia a Bologna, dove si è laureata. Seguono anni di collaborazioni con diverse testate giornalistiche anche se la popolarità arriva grazie a Michele Santoro che la scelse insieme con Beatrice Borromeo per affiancarlo in “Annozero”, nel 2006. La conduzione di diversi programmi di approfondimento ma anche la pubblicazione di due romanzi hanno seguito come unico filo conduttore l’impegno contro la pena di morte e le denunce per le discriminazioni degli immigrati. Inoltre Rula non ha mai nascosto le sue idee filopalestinesi contenute in “La strada dei fiori di Miral” da cui è stato tratto un film attaccato dagli israeliani ma da lei strenuamente difeso: “Questo film è un grido per la pace. È contro la violenza, da dovunque essa venga”.

E veniamo a Sanremo. Non c’è da stupirsi che sull’evento intorno al quale ogni anno prima, dopo e durante si riversano quintali di polemiche e discussioni, spesso pretestuose, sia bastata l’ipotesi della presenza di Rula per scatenare i soliti “indignati cronici”. Che cosa si può rimproverare a una donna bellissima, impegnata e talentuosa? A insorgere è l’Italia “sovranista” quella di chi scrive su Twitter: “Rula Jebreal a Sanremo è un insulto a tutti gli italiani”. O di chi sostiene che :”prima va via perché questo paese le fa schifo poi ritorna per partecipare al “Festival della canzone italiana” pagato con i soldi della gente da cui era scappata. Coerentissima, ragazzi dopo i vari bimbi è in arrivo la prossima eroina della sinistra”. E via accusando e in certi casi insultando. Per fortuna c’è anche chi ne prende le difese e ad esempio scrive: “Rula Jebreal è una persona con idee forti e la sua chiamata è senza dubbio una scelta politica. Ma chiedo a quelli a cui dà fastidio e ne capisco le ragioni vi farà così male sentire le opinioni di una giornalista, non una politica, che per le sue idee ha anche cambiato Paese?”.

C’è anche chi nel difenderla commette qualche errore e le dà della “straniera” anche se Rula è a tutti gli effetti italiana: “Tutti quei calciatori stranieri, provenienti da ogni parte del mondo, srapagati, i sovranisti esultano quando fanno gol. Alla faccia del “prima gli italiani” e vai a scoprire che sono più bravi e costano meno. Perché una straniera non può condurre Sanremo?”. Ovviamente c’è anche chi ricorda la conduzione da parte di Michelle Hunziker, che proprio italiana non è… ma a prescindere dal paese natale di Rula, c’è realmente da chiedersi perché in Italia una bella donna con idee forti continui a spaventare. Forse più che di sovranismo bisognerebbe parlare ancora di "sessismo".