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La battaglia di Sabrina Ferilli: "Il tribunale della gente più essere più cattivo delle aule di giustizia"

Fede giallorossa e cuore a sinistra, l'attrice torna in tv con "L'amore strappato", storia di grande impegno: "È una storia vera, un caso di mala giustizia che spero serva a combattere certi pregiudizi"

La battaglia di Sabrina Ferilli: 'Il tribunale della gente più essere più cattivo delle aule di giustizia'

Impegno, femminilità e coraggio nel sostenere le proprie idee, anche quando nascondersi dietro le frasi diplomatiche può convenire. Sabrina Ferilli, 54 anni portati con splendore, è sempre stata un inimitabile cocktail nel panorama del cinema e della tv italiana. Fede giallo rossa per la quale si esibì in uno show da cardiopalma al Circo Massimo quando “la Magica” vinse lo scudetto (era il 2001 e quel succinto bikini che da lontano dava l’effetto del nude look abitò per tanto tempo i sogni proibiti non soltanto dei tifosi romanisti) e cuore a sinistra, ereditato dal padre dirigente del partito comunista e portato avanti senza risparmiare critiche, deviazioni di percorso e qualche pentimento, visto che anche lei aveva votato come sindaco Virginia Raggi.

Ora torna in tv e per l’occasione ha scelto una storia vera e di grande impatto come tutte le storie che contengono i grumi dell’ingiustizia e i semi della riflessione che in questo caso si incentrano sugli abusi sui minori e sui pregiudizi, oltre che sulla malagiustizia. Da domenica 31 marzo in prima serata su canale 5 sarà la protagonista di “L’amore strappato”, tre puntate dirette da Simona e Ricky Tognazzi e liberamente tratte dal libro 'Rapita dalla giustizia' (Bur-Rizzoli), scritto dalla protagonista ormai più che ventenne Angela Lucanto, insieme a Maurizio Tortorella e Caterina Guarneri. Sabrina Ferilli è Rosa, una donna che lotta "con tutta se stessa per difendere suo marito (Enzo Decaro) e per riavere la figlia Arianna". È il racconto di un "terribile errore giudiziario a causa del quale una bambina di sette anni viene strappata alla sua famiglia". La mamma, interpretata appunto da Sabrina Ferilli, lotta con coraggio e determinazione per dimostrare l'innocenza del marito ingiustamente accusato di molestie nei confronti della figlia e riavere così la sua bambina. Ma quando il calvario giudiziario dell'uomo si conclude con un'assoluzione piena, la bambina, ormai cresciuta, dopo anni trascorsi in istituto è stata data in adozione e non può tornare dalla sua famiglia.

"Ho accettato questo ruolo”, ha spiegato la Ferilli, “perché le storie che hanno un interesse sociale, civile, che possono far riflettere, sono quelle che mi interessano di più. In questo caso si parla di una storia vera, si racconta un caso di mala giustizia. Ma si parla anche del tribunale della gente che può essere anche più cattivo. Ci sono processi fatti anche in televisione, prima ancora che nelle aule di giustizia. Con la vita delle persone non si scherza mai. Tornando alla famiglia raccontata nella fiction, una cosa molto pesante che hanno subito, oltre a tutto il resto, è stata la gogna degli amici, dei vicini, dei colleghi. Per anni si è pensato che fossero dei mostri, ma mostri non erano. Ecco perché mi dico: speriamo che questa serie serva a combattere i pregiudizi e a cambiare le cose". Nel cast, oltre a lei e a Enzo Decaro, anche Marco Falaguasta e Primo Reggiani e Valentina Carnelutti.