Salvare le africane per salvare l’Africa: l’unico modo per fermare l’immigrazione è aiutare le donne

Melinda Gates, imprenditrice statunitense moglie del più popolare Bill, parla del progetto da 116 mln dollari ma ad ascoltarla solo uomini

Melinda Gates (Ansa)
Melinda Gates (Ansa)

A dirlo non sono solo le femministe occidentali in ciò che potrebbe sembrare una difesa d’ufficio delle più sfortunate africane. Sono studi sociologici e antropologici fatti negli anni nel cuore dell’Africa ad affermare che per salvare il Continente bisogna salvare le sue donne. È da loro che bisogna partire per frenare la fame, la morte per fame e, di conseguenza, l’immigrazione di massa che tanta paura fa a noi che viviamo dall’altra parte, quella più fortunata, del Mediterraneo. Aiutare le donne in termini di educazione, salute e quindi emancipazione perché una donna sana, con un titolo di studio e magari un lavoro remunerato, tenderà ad essere meno soggetta a schiavitù di varia natura: tratta, prostituzione e quel giogo che consiste nel mettere al mondo fino a una dozzina di figli candidati a un futuro di fame, disperazione e quindi immigrazione. 

Speech di Melinda Gates ma i ministri sono tutti uomini

Per questo l’iniziativa dalla Fondazione di Bill e Melinda Gates che mira a contribuire all'inclusione economica e finanziaria delle donne in Africa, è un’ottima notizia. L'obiettivo dello studio è stato presentato in occasione della seconda giornata di lavori al G7 di Chantilly, a nord di Parigi. "Sono felice di presentare questo rapporto ai ministri delle Finanze del G7. Il sistema finanziario attuale esclude le donne, esclude i poveri, esclude le comunità rurali. Ma la tecnologia digitale apre delle possibilità di integrazione. Se attuiamo le raccomandazioni di questo rapporto aiuteremo alcune delle persone più marginalizzate al mondo, anzitutto le donne, a costruire una avvenire migliore", ha dichiarato Melinda Gates, rivolgendosi agli alti responsabili presenti al G7 di Chantilly.

L’ironia dei social network

Un parterre - tra ministri, capi di organizzazioni internazionali e governatori centrali - che per una strana ironia della sorte è tutto di sesso maschile. Tanto che la foto di famiglia realizzata ieri sera ha suscitato polemiche e sfottò sui social network.

Un aiuto concreto

A Chantilly, al momento, è stato annunciato un pacchetto finanziario di 116 milioni di dollari da parte di Francia, Regno Unito e Fondazione Bill & Melinda Gates per sostenere l'inclusione delle donne in Africa. "Sono fiera di annunciare che la nostra Fondazione contribuirà fino a 73 milioni di dollari per le iniziative presenti nel rapporto. Spero che altri governi del G7 si uniranno a noi, come anche ai governi francesi e britannico", che da parte loro hanno annunciato uno stanziamento rispettivo di 25 milioni di dollari e 15 milioni di sterline. Obiettivo finale è arrivare a 255 milioni di dollari.
Un somma che consentirà di sviluppare l'insieme delle iniziative proposte dalla Fondazione di Bill & Melinda Gates per rendere "più autonome milioni di donne in Africa".

“Possedere conto bancario è prima tappa verso indipendenza”

"Il governo francese sostiene pienamente le iniziative esposte nel rapporto della Fondazione Gates, perché possono aiutare milioni di donne africane a uscire dalla povertà e attribuirle i mezzi per la loro autonomia", ha affermato il ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire al G7 di Chantilly. Per il francese presidente di turno del G7, le raccomandazioni illustrate da Melinda Gates dinanzi ai big mondiali sono "un mezzo efficace e mirato" per contrastare le disuguaglianze. "Avere un conto bancario - avverte Le Maire - è la prima tappa cruciale verso l'indipendenza. Per questo, stanziamo 25 milioni di dollari a favore di questa iniziativa e incoraggiamo gli altri Paesi del G7 a fare lo stesso". In una nota, la presidenza francese del G7 evidenzia il "notevole" scarto che esiste ancora oggi tra uomini e donne nell'accesso a un conto bancario o a servizi di pagamento on-line nei Paesi in via di Sviluppo, con una "differenza del 13% tra uomini e donne in Africa subsahariana". Una percentuale che può arrivare fino a 20 punti percentuali ed oltre in alcuni Paesi come Nigeria, Benin o Mali. A Chantilly, al momento, sono stati raccolti 116 milioni di dollari (oltre alla Francia ha contribuito la Gran Bretagna e la stessa Fondazione Bill & Melinda Gates) su un obiettivo di 255 milioni.