Schiava per contratto del marito, maestro di bondage, lo denuncia dopo un calvario lungo 7 anni

Chiesta una condanna a tre anni per il barista 45enne, maestro Shibari, l'arte giapponese della legatura, dopo la denuncia della moglie

Immagine tratta da '50 sfumature di grigio'
Immagine tratta dal film "50 sfumature di grigio"
TiscaliNews

Può essere labile il confine fra gioco e violenza, fra sadomaso e il puro sadismo. Confine che pare sia stato attraversato da A. C., barista di 45 anni di Cadoneghe (Padova), accusato di avere tormentato e reso un calvario il vivere quotidiano dell'ex compagna, una commessa di Padova, con la quale ha avuto una relazione di 7 anni.

Dalle 50 sfumature allo stalking

La vicenda, raccontata da Trevisotoday.it, ricorda la trama del fortunato film "50 sfumatorue di grigio" ma con un epilogo è tutt'altro che romantico. Tutto è nato con un vero e proprio "contratto di schiavitù" sottoscritto volontariamente dalla donna, che aveva esaudito l’uomo in ogni suo desiderio di natura sessuale, fino a quando aveva deciso di lasciarlo. Da allora, a detta di lei, sarebbero iniziate le persecuzioni.

La richiesta di condanna

Sono 3 gli anni di condanna chiesti dal pm Federica Riente in tribunale a Padova al termine della sua requisitoria, ritenendo provate le accuse contestate all’uomo, maestro Shibari, l'arte giapponese della legatura. L'accusa contestata è quella di stalking (archiviata invece l’accusa di maltrattamenti), ma c’è anche una richiesta danni di alcune decine di miglia di euro.

Frustate e aghi nelle parti intime

Nell'ambito del processo, l'ex "schiava" ha raccontato di aver posto fine alla relazione in quanto "non c’erano più limiti alla mia sicurezza personale", quindi aveva riferito delle pratiche a cui non era più disposta a sottoporsi, come frustate e aghi nelle parti intime, appesa sottosopra con delle corde. Di questo tenore le "punizioni" inferte dall'allora compagno, da cui aveva avuto anche un figlio, se lei non si faceva trovare, al ritorno a casa, come richiesto, "con le autoreggenti o nuda con i tacchi alti". Per soddisfare le esigenti pretese sessuali del coniuge, la donna aveva acconsentito a molte richieste estreme, compresa quella aprire la coppia ad altre donne che si prestassero a quelle pratiche estreme. Sembrava che niente bastasse a quell’uomo e alla fine si è arrivati alla denuncia e al processo.