Milleunadonna

Selvaggia Lucarelli si scaglia contro Bisio per la dichiarazione d'amore alla moglie. Ma stavolta esagera

Né Bisio né Sandra Bonzi hanno per ora replicato. Probabilmente staranno procurandosi il “Nuovo Dizionario Sentimentale Lucarelli” che stabilisce come si debba amare ed esprimere il proprio amore. O magari si saranno messi in società a produrre Baci Perugina?

Selvaggia Lucarelli si è scagliata con tutta la sua vis polemica contro Claudio Bisio, reo, a suo dire, “di non saper usare le parole nell’ambito dell’affettività”. “Le nostre parole, il nostro modo di raccontare i sentimenti e le relazioni contribuiscono a formare l’educazione sentimentale altrui” argomenta la Lucarelli e quindi per Bisio, in quanto personaggio pubblico, è “doveroso” usarle bene. O meglio, è doveroso usarle come la Lucarelli ritiene che debba essere fatto. Ma che cosa ha detto di così terribile l’attore comico? Intervistato dal Corriere della Sera insieme con la moglie Sandra Bonzi, autrice del romanzo “Nove giorni e mezzo”, in uscita il prossimo 28 aprile, Bisio ha detto: “Non succederà mai che Sandra mi lascerà, ne sono certo, ma se per assurdo dovesse farlo io qui dico una cosa che vorrei che tutti i lettori e le lettrici del Corriere sapessero: non sopravvivrei. Mi sentirei completamente perduto. Lei possiede certi comandi che mi tengono vivo”. Apriti cielo! La dichiarazione d’amore verso la moglie nonché madre dei due suoi figli, alla quale è legato sentimentalmente da 30 anni, è secondo la Lucarelli un “falso”. E per di più pericoloso perché indice di una “dipendenza affettiva”, tema approfondito dalla giornalista in un libro e in un podcast, nel quale ha raccontato la sua personale esperienza.

Poco importa che Bisio sia un attore comico e che tutta la doppia intervista sia scritta sulla falsariga del gioco, dello scherzo, dell'ironia, dell’iperbole. Tra le altre cose, ad esempio, Bisio racconta di essersi definitivamente innamorato di Sandra Bonzi quando gli ha vomitato in macchina, ma non è necessario credergli alla lettera. D’altro canto, anche la moglie afferma di essersi decisa a pubblicare il romanzo perché convinta da lui, il che potrebbe lasciar intravvedere qualche altra forma virale di dipendenza affettiva, anziché la fiducia e la stima nel proprio compagno. Insomma, in un lungo post la Lucarelli attacca Bisio così: “La narrazione per cui la nostra stessa esistenza/sopravvivenza dipenderebbe dall’altro è (forse) buona al massimo per slanci poetici e Baci Perugina, ma non per dichiarazioni pubbliche”. E ancora: “L’idea che senza l’altro si sia morti, che l’altro governi la nostra vita e che se ne sia dipendenti non è romantica. E’ alla base di quei pericolosi retaggi culturali per cui, nella migliore delle ipotesi, si rimane impantanati in relazioni velenose e svilenti perché “senza l’altro non sono nessuno” e nella peggiore “ti uccido perché non puoi esistere senza di me, io devo essere il tuo tutto”.

Né Bisio né Sandra Bonzi hanno per ora replicato alla giornalista. Probabilmente staranno procurandosi il “Nuovo Dizionario Sentimentale Lucarelli” che stabilisce come si debba amare e come si debba esprimere il proprio amore. Un dizionario, che ovviamente metterebbe all’indice fior di poeti e scrittori. Che ne sanno Neruda, Keats, Dante o Saffo di come è giusto, anzi “doveroso” descrivere i motti del proprio cuore? Per tacere di Catullo, che con quel “odio et amo”, ovvero il distico elegiaco che comincia con il verso “ti odio e ti amo” potrebbe essere indicato come il mandante di chissà quanti femminicidi.  Se la staranno ridendo sotto i baffi o magari si saranno messi in società a produrre Baci Perugina?