Milleunadonna

"Sempre più magre": il viaggio all'inferno della top model francese Victoire Dauxerre

“Mangiare. Mangiare per riempirmi. Mangiare per riempire il vuoto. Odiare farlo. Farlo comunque. Vedere il corpo trasformarsi anche se lo svuoto subito dopo averlo riempito. Non riconoscerlo. Detestarlo. Detestarmi. Sentirmi male da morire. Brutta da morire. Così vuota. Così niente. Alla fine ho deciso di mettermi a scrivere. Di tornare una volta per tutte su quegli otto mesi di vita sospesi nel vuoto. Su quel senso di vertigine che non mi abbandona. Quella paura barbara, selvaggia, che mi divora il corpo e l’anima, se ancora ne ho una”. Inizia così, come un colpo allo stomaco “Sempre più magre”, il libro – denuncia scritto da Victoire Dauxerre. E si fa subito fatica a riconoscere in queste parole di rabbia e di autodistruzione una di quelle creature meravigliose che volteggiano sulle passerelle di tutto il mondo, richiestissime, invidiatissime, copiatissime, corteggiatissime. Victoire, che oggi ha 20 anni, era una delle venti top model più richieste al mondo. Quando un talent scout di un’agenzia di modelle la notò per le strade del Marais era una studentessa a pochi mesi dalla maturità, che voleva iscriversi alla facoltà di Scienze Politiche e alla moda non pensava affatto. Invece in attesa di sapere come è andato il test per l’Università quel biglietto da visita che il talent scout le aveva lasciato diventa il lasciapassare per un ambiente che dal di fuori viene visto come un paradiso fatto di viaggi, copertine, celebrità, alberghi di lusso e serate con i vip. Ma che nel giro di otto mesi da paradiso si trasforma in un inferno che ha rischiato di portarla alla morte.

Spietato ritratto del mondo della moda

Ecco come descrive il mondo della moda: “La solitudine in mezzo ai cinici, gli imbecilli, i fuori di testa, i depressi. La bruttezza immonda, scheletrica, schifosa, in mezzo a tutte quelle bellezze. La morte ornata di luci, trucco, pellicce, seta, merletti, raso, pelli preziose e tacchi diciotto. La morte che per poco non mi cattura”. Già, perché a Victoire viene imposto di entrare nella taglia 36, la più richiesta, quella delle manequin. L’esaltazione per gli acquisti alla “Pretty Woman”, per i primi viaggi da sola, per un mondo tutto nuovo dove chiunque la chiama “honey” lascia presto il posto a quelle tre mele al giorno che costituiscono il solo cibo che Victoire si impone dimangiare per inseguire il dimagrimento che l’agenzia le richiede. Ecco che arrivano i mal di pancia, ecco che il ciclo salta, ecco quel senso di vertigine che la fa sentire vuota, senza voglia di godersi il suo “american dream”. La ritroviamo nel giro di poche settimane sfinita, eternamente infreddolita ma fiera del suo nuovo peso: da 56 chili ad appena 47, perché dove non bastano le bevande gasate a riempire la pancia vuota, ci pensano i lassativi e i clisteri a fare il resto.

L'obiettivo è diventare una "gruccia" su cui appendere vestiti

Il libro si legge in un fiato ed è davvero scioccante l’ingenuità, l’incoscienza unita a una determinazione ferrea con la quale Victoire, paradigma della modella moderna, scende sempre più giù. L’obiettivo è diventare “una gruccia”, proprio come dice Carl Lagerfeld. Sì, proprio uno di quegli oggetti che si usano per appendere i vestiti nell’armadio. Peccato che queste grucce pallide, con le guance affossate e gli sguardi persi nel vuoto siano delle persone. I genitori nel suo caso si preoccupano ma non sembrano davvero rendersi conto di ciò che sta accadendo alla figlia, travolti quanto lei da quella nuova vita fata di shooting, di taxi, di aerei, di casting, di stress. Poi il corpo inizia a ribellarsi: i lassativi e i clisteri non fanno più effetto, Victoire prende peso ed è disperata. E più si dispera, più mangia. Ora ha una taglia 42, il sogno di qualsiasi donna. Ma per una modella è un incubo, un inferno dal quale non si esce, la fine. Così arriva l’odio verso se stessa, il disprezzo, il sentirsi una fallita. Fino al tentativo di suicidio. La risalita è faticosa almeno quando la discesa verso gli inferi. Ma oggi Victoire è una ventenne allegra e in salute che studia recitazione a Londra.

Questo libro in Francia è stato un bestseller che ha avuto il merito di ispirare la legge francese contro l’anoressia che ora costringe le agenzie a sottoporre le mannequin a visite mediche che attestino la loro salute con particolare riferimento all’indice di massa corporea. Leggerlo è quasi obbligatorio, soprattutto se si hanno figli adolescenti perché le parole di Victoire risultano così crude e dannatamente vere da regalarti lo stesso dolore allo stomaco che sentiva lei.