Stuprata a 14 anni, per legge deve fare vedere il figlio nato dalla violenza al padre

Per servizi sociali britannici è diritto del padre-violentatore, tuttora in carcere, vedere il proprio figlio

La prima pagina del 'Times' dedicata a Sammy Woodhouse
La prima pagina del "Times" dedicata a Sammy Woodhouse
TiscaliNews

Aveva solo 14 anni quando è stata violentata. Poco dopo lo stupro la terribile notizia: sei incinta del tuo stupratore. Mille incertezze e infine la decisione: lo tengo, non abortirò mio figlio anche se è frutto di una violenza. E dopo 18 anni arriva qualcuno che ti dice che tuo figlio deve pur conoscere suo padre. Ma la britannica Sammy Woodhouse non ci sta e decide di lottare contro il permesso concesso al suo stupratore di vedere quel figlio nato da un abuso.

Il controverso Children's Act

Parlando con la Bbc, Sammy Woodhouse si è detta "scioccata" dalla notizia che Arshid Hussain, condannato a 35 anni di carcere nel 2016, era stato contattato dai servizi sociali di Rotherham per occuparsi del figlio. "E' un pericolo per me e per il bambino", ha dichiarato Sammy Woodhouse in un video su Twitter in cui chiede al governo "di cambiare la legge (il Children's Act del 1989) in modo tale che gli stupratori non possano avere contatti con i bambini nati dalle loro violenze". Il ministero della Giustizia britannico ha fatto sapere che si occuperà del caso.

Una banda pedofila

Hussein, all'epoca 25 anni, faceva parte di una gang di pedofili che molestò e abusò oltre 50 ragazze della città. "Noi vittime di stupro continuiamo a subire violenza", si è sfogata Woodhouse con la Bbc, "e mi devo anche sentir dire: 'Anche lui ha i suoi diritti'. E i miei diritti? E i diritti dei bambini?". Sammy, 32 anni, aveva mantenuto l'anonimato fino a oggi ed era impegnata nell'assistenza a donne vittime di violenza. Lo scorso aprile ha pubblicato il libro Just a Child nel quale racconta la storia dello stupro subito.