“Uomini con le scarpe rosse”: dopo la provocazione di Milena Gabanelli, finalmente scende in piazza "lui"

"Ne ammazzano una al giorno - ha scritto la giornalista - ma io vedo solo donne manifestare”. La dichiarazione ha colto nel segno e ora qualcosa si muove

Foto Ansa
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di C. M.

Prende il via da Biella, con la speranza che raccolga altri testimoni, "Uomini in scarpe rosse": il primo flashmob tutto al maschile contro la violenza sulle donne. L'idea è di Paolo Zanone, imprenditore tessile e direttore artistico della compagnia Teatrando di Biella, dopo aver letto il tweet di Milena Gabanelli. "Ne ammazzano una al giorno - ha scritto la giornalista - ma io vedo solo donne manifestare, protestare, gridare aiuto. Non ho visto una sola iniziativa organizzata dagli uomini, contro gli uomini che uccidono le loro mogli o fidanzate. Dove siete? Non è cosa da maschi proteggere le donne?".

L’appuntamento

Un grido d’allarme quello della giornalista che è rimbalzato dai social fino alle piazze: per questo Zanone ha chiamato a raccolta gli uomini della compagnia e sabato (27 febbraio) alle 15.30 gli attori di Teatrando partiranno dal Ponte della Maddalena, saliranno verso Riva per poi percorrere via Italia fino alla Fons Vitae nel centro storico della città. Il momento clou del flashmob sarà tra Palazzo Oropa, sede del Comune, e piazza Santa Marta.

Uomini troppo zitti

Opportunamente distanziati, sfileranno, indossando scarpe rosse e mostrando alcuni cartelli con messaggi "da uomo a uomo" sul tema. Altri uomini potranno accodarsi spontaneamente, rispettando le norme in vigore e indossando qualcosa di rosso. "Quando ho appreso che nessuno degli esponenti della cultura, seppur sollecitati, si è messo in gioco, mi sono sentito chiamato in causa, come uomo e come persona che opera nel settore, seppur in un contesto piccolo come quello biellese", ha spiegato.

La lotta al femminicidio non è un “affare per donne”

Si dice sempre che la lotta ai femminicidi si fa con la cultura, interrompendo il persistere del patriarcato maschilista che vede le donne come “cosa degli uomini”: non persone ma soggetti da possedere e piegare ai propri voleri. Il problema è che se di questo processo culturale sono solo le donne a sentire il bisogno, non cambierà mai nulla e continueremo a fare la triste conta quotidiana delle morte ammazzate. Se però gli uomini finalmente indossano le scarpe rosse e camminano assieme alle donne, le cose possono davvero cambiare e forse il prossimo flashmob non avrà distinzioni di genere.

“Rispondiamo alla nostra coscienza”

Alla prima iniziativa se n’è poi unita un’altra: il presidente della associazione culturale Fischia il Vento, Giuliano Arnaldi, chiama infatti gli uomini di tutti i partiti, le associazioni, le istituzioni perché si rechino in piazza per chiedere scusa alle donne. Una mobilitazione contro lo sterminio, un flash mob che si terrà ancora sabato 27 febbraio alle 18 ad Albenga, in piazza San Michele. "Ogni uomo che vorrà e potrà esserci fisicamente si faccia chiamare sul telefono cellulare da un amico che non può essere lì alle 18 esatte - ha detto Arnaldi -, in modo che la piazza sia piena del suono assordante di chiamate senza risposta. E magari questo gesto si potrà fare in altre piazze, nei luoghi di lavoro, nei supermercati. Facciamo squillare tutti insieme i nostri telefoni, per una volta invece di rispondere a una chiamata telefonica rispondiamo alla nostra coscienza di esseri umani".