Jennifer Lopez 20 anni dopo: il "Jungle Dress" che sfidò Google ruba ancora la scena

La falcata potente, lo sguardo di sfida, la consapevolezza di sè: niente di più lontano dalla "donna oggetto". J-Lo ha lasciato tutti a bocca aperta in un cortocircuito tra passato e presente, tra tecnologia e realtà

di Cinzia Marongiu   -   Facebook: Cinzia Marongiu su Fb

Impossibile non restare a bocca aperta. Impossibile non restarne ipnotizzati, donna o uomo che tu sia. Davanti all'incedere maestoso di Jennifer Lopez, in quel cortocircuito tra passato e presente, in quel rocambolesco scontro-incontro tra tecnologia e realtà, in quell'impareggiabile cocktail di bellezza e potenza, non si fa certo distinzione di sesso. Così al "Wow" di Chiara Ferragni corrisponde l'ammirazione di Alessia Marcuzzi e di Fedez e di chiunque si sia trovato il 20 settembre nella sala milanese della sfilata di Donatella Versace, durante la Milano Fashion Week, preso di sorpresa e all'affannosa ricerca dello smartphone per riprendere  quello "spettacolo della natura" del tutto inatteso. Un vero coup de théatre riuscito alla perfezione sul finire della sfilata.

La voce di Donatella Versace fuori campo che "interroga Google" e chiede al motore di ricerca di trovare "il Jungle Dress di Versace" mentre i ledwall della sala vengono immediatamente tappezzati da decine di immagini di quell'abito verde pazzesco indossato ben 19 anni fa da Jennifer Lopez ai Grammy Awards del 2000. Scollatura vertiginosa, ben sotto l'ombelico, in un tripudio di volant e trasparenze di seta. Un abito che fece andare in tilt Google per le migliaia e migliaia di ricerche e che decretò la nascita di "Google Immagini", una funzione che prima del Jungle Dress non esisteva. 

Poi il vero colpo di scena con la voce di Donatella Versace che interroga di nuovo Google e gli chiede: "Ora fammi vedere il "vero" Jungle Dress". Una manciata di secondi pieni di silenzio e buio e poi eccola lì, Jennifer Lopez in carne e ossa, con indosso il Jungle Dress in versione 2.0. Via le maniche, stessa scollatura da capogiro. Bella, belliissima, come allora, più di allora. La falcata potente, lo sguardo di sfida, la consapevolezza di sè: niente di più lontano dalla "donna oggetto". Ecco la "donna soggetto". Quella che pensa, che lavora, che fa affari, che usa la sua bellezza senza farsi usare. Una donna che la cantante, ballerina, attrice, produttrice portoricana incarna da anni e che ora porta spavaldamente in passerella. A sfidare il tempo col quale sembra aver fatto un patto di fuoco. A sfidare le convenzioni che vorrebbero ancora inquadrare le donne come mere indossatrici. JLo non "indossa" l'abito. Lei "è" l'abito. E chissà quante ricerche ancora ci saranno per rivedere il suo incedere, per cogliere il suo ondeggiare, per studiare il suo fascino.

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Tra l'altro secondo i rumors Jennifer Lopez potrebbe essere candidata agli Oscar per Hustlers. E chissà cosa bolle nella pentola di JLoennifer e in quella di Donatella per la serata più importante del cinema.