Violenza sessuale: 11 denunce al giorno, aumentano quelle di gruppo. La trappola è sul web

Su 2.311 denunce, da gennaio a fine luglio, 1.646 sono le italiane e 595 le straniere, oltre a 70 di nazionalità ignota. Tra i violentatori sono stati identificati 1.628 italiani e 1.155 stranieri con un’incidenza percentuale di questi ultimi sulla popolazione piuttosto alta

L'infografica del 'Corriere della Sera'
L'infografica del "Corriere della Sera"
TiscaliNews

È stato un agosto costellato dalla violenza per le donne in Italia, quello appena trascorso. Stupri e femminicidi hanno riempito le cronache dei giornali in un'escalation di fatti avvenuti da Nord a Sud. Ma, a parte i dati dell’ultimo mese, sono quelli sul lungo periodo ad impressionare. Stando al dossier pubblicato dal Corriere della Sera, il numero dei violentatori identificati continua ad essere più alto dei fatti denunciati, il che significa una cosa sola: stupro di gruppo. L’aggressione compiuta dal branco ha segnato infatti numerosi episodi delle ultime settimane.

La trappole del web

Si tratta di giovani sedotte prima con modi gentili e sempre più spesso contattate attraverso i social media, poi – una volta scattata la trappole – brutalizzate da più di una persona e magari per ore. Per questo Vittorio Rizzi, investigatore che guida la Dac, Direzione anticrimine della polizia, ha diffuso un messaggio: «Bisogna evitare ogni situazione di potenziale rischio. È importante sapere che sul web il soggetto predatore si maschera meglio grazie alle false identità e anche quando si svela lo fa in maniera subdola. Per questo non bisogna cedere alle lusinghe degli appuntamenti al buio». L’ultimo esempio di questa modalità predatoria è quello dell’imprenditore di Parma Federico Pesci, che con un amico pusher nigeriano ha sequestrato e stuprato per ore una ragazza di 21 anni conosciuta in chat. Una tecnica in costante e pericoloso aumento.

Più di 2.300 violenze denunciate in sei mesi

Anche il prefetto Franco Gabrielli, capo della polizia, sollecita maggiore attenzione al fenomeno imponendo una politica di prevenzione e protezione delle donne già al primo episodio di maltrattamento in famiglia grazie all’azione di gruppi investigativi specializzati. Una linea che avrebbe dato risultati concreti: dopo un aumento costante e un’impennata delle denunce nel 2017, nei primi sei mesi del 2018 c’è stato infatti un calo del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ma il numero dei reati rimane comunque altissimo: sono 2.311 gli episodi denunciati con una media di 11 violenze al giorno.

Più pericolose le mura domestiche

Se si scende nel dettaglio della statistica si nota che gli stupri compiuti tra le mura domestiche sono ancora moltissimi, sia tra gli italiani, sia nelle comunità straniere. Proprio per questo è nato il «protocollo Eva» (Esame Violenze Agite) che — come chiarisce lo stesso Rizzi — «nei casi di liti in famiglia consente di inserire nella banca dati delle forze di polizia (Sdi) le informazioni utili a ricostruire tutti gli episodi di violenza domestica che hanno coinvolto un nucleo familiare. I poliziotti che si recano sul posto sono quindi preparati, sanno se in passato qualcun altro ha dovuto compiere un intervento analogo, se qualcuno detiene armi o ha precedenti, se ci sono bambini coinvolti. E questo è fondamentale per far sentire al sicuro chi è già stata coinvolta in atti violenti, per rassicurarla e convincerla a denunciare, comunque a chiedere aiuto».

Identità di vittime e carnefici

Delle 2.311 denunce: da gennaio alla fine di luglio sono state 1.646 le italiane e 595 le straniere, oltre a settanta di nazionalità ignota. Tra i violentatori sono stati identificati 1.628 italiani e 1.155 stranieri con un’incidenza percentuale di questi ultimi sulla popolazione che è piuttosto alta. Tra loro ci sono 176 romeni, 154 marocchini, 67 nigeriani, 58 albanesi e 56 tunisini oltre a 143 uomini di cui non è stato possibile accertare la nazionalità.

Minorenni a rischio

Ed è impressionante il numero di ragazzine sotto i quattordici anni che hanno subito violenza negli ultimi sei mesi: ben 173, tra loro sono 147 le italiane. Tutti dati ben evidenziati nel dossier preparato dalla Dac nel marzo scorso e relativo all’attività svolta fino al dicembre 2017. La relazione analizza proprio l’identità di vittime e carnefici, mettendo in evidenza gli aspetti sui quali bisogna intervenire in maniera ancora più efficace sia per la prevenzione, sia per la repressione.

In 2 anni stupri aumentati del 5%

«L’analisi dei dati - recita il documento - mostra un andamento quasi costante nel tempo del numero delle violenze sessuali commesse, con un lieve aumento nell’ultimo biennio (+5%). Il novanta% di chi subisce è di sesso femminile. Rispetto agli altri delitti finora analizzati (omicidi volontari, atti persecutori, maltrattamenti in famiglia) l’età mostra incidenze diverse. Le cittadine italiane minorenni vittime di questo delitto sono oltre il ventuno per cento nel 2017. Un’analisi più approfondita delle denunce ha consentito di verificare i luoghi dove vengono principalmente commesse le violenze sessuali. A differenza degli altri delitti spia, la percentuale di autori di cittadinanza straniera è molto più alta, pur se comunque inferiore a quella degli italiani. Oltre il novanta per cento dei presunti autori sono cittadini maggiorenni, sia che ci si riferisca agli italiani che agli stranieri».