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L'ex bambina con il cappottino rosso di "Schindler's List" ora aiuta i rifugiati al confine fra Polonia e Ucraina

Oliwia Dabrowska, nata a Cracovia, oggi ha 32 anni ed è partita come volontaria: “La situazione e drammatica e l'ho visto con i miei occhi”

TiscaliNews

Aveva tre anni quando Steven Spielberg la filmò per le scene nel ghetto di Cracovia mentre i suoi abitanti venivano "liquidati" dalle truppe naziste. Oggi la bambina col cappottino rosso di "Schindler's List" ne ha 32 e in questi giorni è al confine tra Ucraina e Polonia ad aiutare i profughi in fuga dall'invasione russa. Oltre a darsi da fare personalmente in prima linea alla frontiera, Oliwia Dabrowska ha lanciato ripetuti appelli sui suoi profili social, rilanciati oggi da Deadline: "Tutto aiuta. Ci servono materiali e soprattutto donazioni in denaro. Ci servono volontari. La situazione e drammatica e l'ho visto con i miei occhi".

Il celebre cappottino diventa giallo e azzurro

Nel film, girato interamente in bianco e nero, il cappottino rosso di Oliwia è la sola macchia di colore: simbolo dell'alternanza di speranza e disperazione, violenza e compassione, colpevolezza e innocenza al centro del messaggio di Spielberg. In uno dei suoi post su Instagram Oliwia ha photoshoppato il fotogramma che la ritrae bambina, cambiando il colore del cappotto in azzurro e giallo, come nella bandiera ucraina. Ha anche raccontato di momenti drammatici vissuti negli ultimi giorni, come quando la Russia ha bombardato Yavoriv, a soli 20 chilometri dal confine: "Ho paura ma questo mi motiva ancora di più ad aiutare i profughi".

Come i 183 bambini ucraini morti nell’invasione russa

Rievocando il significato della scena nel 2018, in occasione del 25esimo anniversario di "Schindler's List", Spielberg spiegò che per lui la scena della bambina con cappotto rosso rappresentava una chiamata alle armi contro atrocità come quelle commesse dai nazisti: "Nel libro da cui è tratto il film, Oscar Schindler non riesce a capacitarsi di come una bambina potesse camminare illesa nel Ghetto di Cracovia quando tutti gli altri venivano caricati su camion o uccisi. Una bambina con il cappotto rosso apparentemente invisibile veniva ignorata dalle Ss pur indossando un soprabito del più brillante dei colori". Per Spielberg quello rappresentò un simbolo: significò che Roosevelt e Eisenhower, e probabilmente anche Churchill e Stalin, sapevano dell'Olocausto e non fecero nulla per fermarlo. Fu una bandiera rossa che, chiunque avesse prestato attenzione, avrebbe potuto vedere".