La battuta sessista che non ti aspetti: Dalai Lama costretto a chiedere scuse alle donne

Nella gaffe, espressa ai microfoni della Bbc, il leader spirituale dei buddisti tibetani sostiene che una versione femminile della sua carica dovrebbe essere attraente "o nessuno vorrebbe vedere la sua faccia"

Il Dalai Lama (Ansa)
Il Dalai Lama (Ansa)
di C. M.

Universalmente considerato se non un guru, quantomeno un uomo saggio, il Dalai Lama si è prodotto in uno scivolone insolito per la sua personalità. Anche se, a fare memoria, non è la prima volta che gli scappa una considerazione tanto sessista da costringerlo alle scuse. "Sua santità non voleva offendere e si scusa", ha precisato il suo ufficio dopo le polemiche scatenate, durante una recente intervista alla Bbc, da un’affermazione del 14esimo leader spirituale dei buddisti tibetani secondo cui, se fosse donna, il suo successore dovrebbe essere anche attraente: "Altrimenti la gente non vorrebbe vedere quella faccia". Quindi lui, un Dalai Lama maschio, può pure essere brutto, ma una versione femminile della sua carica non potrebbe esserlo.

La donna deve sempre essere attraente

"E' stato il momento più sorprendente dell'intervista", ha ammesso la giornalista dell'emittente britannica Rajini Vaidyanathan che nel colloquio registrato a Dharamsala nel nord dell'India dove il Premio Nobel vive in esilio, gli aveva chiesto se la sua prossima reincarnazione avrebbe potuto essere donna. Si, aveva risposto il Dalai Lama, "ma dovrebbe essere più attraente". E aveva aggiunto, incalzato dall'intervistatrice, che "la vera bellezza è quella interna, è vero, ma siamo esseri umani. Penso che anche le apparenze contino". Ma, nella fattispecie, contano solo per una donna evidentemente.

Il precedente

Come precisato dal suo ufficio, il Dalai Lama aveva già fatto affermazioni simili nel 1992, in una intervista all'edizione parigina di Vogue per un numero di cui era "guest editor", "e lui reagì ad un ambiente di lavoro, il cui primo obiettivo era il mondo dell'alta moda". In un diverso contesto, dunque, e parecchi anni prima degli scandali che hanno creato una nuova sensibilità mondiale dando vita anche al movimento #MeToo.

Indignazione a partire dai social

Inevitabile quindi che il mondo dei social sia esploso di indignazione: "Per me è cancellato", ha polemizzato la columnist femminista del Guardian Jessica Valenti, seguita dalla comica Sarah Silverman: "Siamo oltre il settimo sigillo dell'apocalisse". C'è chi ha deriso l'anziano monaco buddista, chi si è sentito deluso.
"Sua Santità, un monaco di oltre 80 anni, è sempre stato contrario all'oggettivazione delle donne e ha una acuto senso delle contraddizioni tra il mondo materialistico e globalizzato che incontra e le più complesse e esoteriche idee della reincarnazione al cuore della tradizione buddista tibetana". E tuttavia, si legge nel comunicato dei portavoce, "capita che a volte commenti fuori sacco che potrebbero essere divertenti in un certo contesto culturale, perdano il loro umorismo nella traduzione quando trasferiti in un altro contesto. Il Dalai Lama si scusa dunque delle offese che può aver provocato".