Fenomeno calcio femminile: boom di iscrizioni alle scuole mentre spopola il look “soccer girls”

Crescono le piccole calciatrici ultra motivate e le scuole calcio dei quartieri delle principali città italiana registrano il pieno di iscrizioni

TiscaliNews

Dopo anni da cenerentole dello sport, le calciatrici stanno vivendo una nuova primavera grazie ai Mondiali femminili che si giocano in Francia (7 milioni e 300 mila gli italiani incollati allo schermo della tv per seguire una delle partite exploit). Il fenomeno non è vivo solo in Italia, dove si inizia finalmente a parlare di professionismo per le atlete azzurre (ancora non lo sono), ma investe Usa ed Europa con il look da “soccer girls” che diventa sempre più “cool”.

Lo stile che fa tendenza

Già indossati da influencer, cantanti e modelle del calibro di Rihanna, Lana Del Rey e Bella Hadid, i calzoncini da calciatrice (elasticone in vita e gamba ampia) sono fra i nuovi pezzi irrinunciabili per i look dell’estate alle porte per ragazze e ragazzine. Seguono i capelli con acconciature casuali o code di cavallo sciolte o, ancora, treccioni e fasce anti-sudore avvolte in capo. Immancabili i calzettoni bianchi da vera soccer girl (come realizzare questo look è perfino stato inserito recentemente nella pagina web di WikiHow).

Sara Gama

Bambine e pallone

Durante i Mondiali, competenti squadre al femminile hanno sbriciolato in soli 90 minuti tabù, false credenze e convinzioni che escludevano le donne dai campi di pallone. Hanno parlato molto di più giocando, ma le cose stanno oggettivamente così? Il fenomeno del calcio al femminile è esploso già da qualche anno e le scuole fanno il pieno di iscritte ma la differenza di genere esiste eccome e, a fronte di oltre 700.000 calciatori dai 5 ai 16 anni tesserati alla Figc (il 20% della popolazione per fascia d'età), ci sono 11.891 calciatrici della stessa fascia di età (0,4% della popolazione), attestano le statistiche Figc del 2017. Le tesserate Dilettanti (dai 14 anni in poi) sono invece 8.109, le tesserate 'calcio a 5' sono 2.693 e le Giovanili (primi calci, piccoli amici, pulcini, esordienti, giovanissime e allieve dai 5 ai 14 anni) sono 66.193 secondo i dati di LND. A questi livelli le bambine spesso giocano ancora insieme ai maschi fino ad arrivare alla categoria Allievi. E' a questo punto che si pone il problema: troveranno un club tutto al femminile o smetteranno di giocare perché non trovano una collocazione?

#TheSameCup

Ci si aspetta un miglioramento della situazione a breve anche sotto la spinta di una sorta di quote rosa che la Figc ha imposto a società e club calcistici a partire dal 2015 (tutti devono avere anche la squadra femminile ma la situazione è ancora in divenire). Intanto per abbattere le differenze di genere che interessano tutto il mondo calcistico (alla Coppa del Mondo di calcio femminile ci sono in palio 30.000 euro, per i mondiali maschili invece 150.000 euro) si mobilitano anche i social: il movimento #TheSameCup, ha appena lanciato una petizione su Change.org indirizzata alla FIFA affinché la Coppa del Mondo abbia identico valore per donne e uomini e dal tutto il mondo si stanno formando gruppi nazionali di raccolta firme. Dal canto suo il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha annunciato i primi di giugno da Parigi di avere destinato 500 milioni di dollari al calcio femminile per i prossimi quattro anni. Un budget che andrà a finanziare i programmi di sviluppo, la Coppa del Mondo e le gare Giovanili.

In Italia

Intanto crescono le piccole calciatrici ultra motivate e le scuole calcio dei quartieri delle principali città italiana registrano il pieno di iscrizioni. La rinomata “Roma Calcio femminile” diretta dal secondo portiere della AS Roma Valentina Casaroli, nel 2013 aveva 5 iscritte. Sugli stessi campi adesso si allenano in 130, bambine dai 7 ai 12 anni. “Tutte motivatissime e molto più ricettive dei maschietti perché le donne per conquistare il campo da calcio hanno dovuto prima vincere la loro partita a casa. I genitori delle calciatrici infatti, al contrario di quanto non accada per quelli dei maschi, sono dubbiosi e le accompagnano spesso sperando che si tratti di un capriccio da assolvere in un paio di allenamenti. Le ragazze però difficilmente appendono gli scarpini al chiodo” precisano entusiasti gli allenatori.

Dilettanti o professioniste?

Intanto il treno del calcio femminile in Italia ha già programmato la sua prossima fermata: il professionismo. Ne è certa Barbara Facchetti, la capodelegazione della nazionale impegnata in Francia nel torneo Mondiale e attesa il 25 giugno alla decisiva partita con la Cina. Facchetti, intervenuta a Radio anch'io sport, ha sottolineato che le azzurre sono pronte per la sfida di domani: "conosciamo la Cina, anche se non moltissimo, ma le nostre ragazze sono tranquille, serene e non vedono l'ora di scendere in campo. Le vedo bene fisicamente e tutto lascia ben sperare per il prosieguo del torneo". Ma il pensiero, dopo l'exploit della nazionale rosa, è tutto rivolto al futuro: "Cosa resterà di questo Mondiale ? l'avvio di un percorso -ha detto Facchetti- che dovrà portare al professionismo. Da noi tutto è iniziato da 4 anni, altri paesi europei sono molto più avanti di noi. In Francia si sono mossi già 8 anni fa, hanno investito tanto e ora hanno centinaia di migliaia di tesserate. Negli Usa addirittura sono oltre 4 milioni. In Italia bisogna andare in questa direzione, dobbiamo essere fiduciosi e recuperare il tempo perduto, anche diffondendo il calcio fin dalle scuole. E poi aprire al professionismo con tutto quel che ne consegue in termini previdenziali e salariali. C'è un bel lavoro da fare".