Le maschere viventi di Eleonora, quando il viso di un'artista diventa quadro

La strada e il web sono le sue gallerie d’arte preferite. "Mi piacerebbe presentare le mie creazioni a Firenze, forse un giorno lo farò: perché le sfide mi affascinano”

di Paolo Salvatore Orrù

Come le onde del mare che vanno e vengono nella battigia. Gli stati d’animo diventano pensieri. I sogni a volte diventano arte. Il viso si trasforma in ‘tela’. Le espressioni diventano energia. Se l’anima esiste, quella di Eleonora Piras non è stata scalfita dal bianco e nero. Se non esiste, le sue creazioni sono i flussi e riflussi di una principio immateriale che a volte si mostra ed in altre si nasconde.  “Tutto è nato per caso, perché, ogni tanto mi piace fare qualche escursione nel variegato mondo di YouTube e dei social. Così ho cominciato a costruire un mio stile, ma sono solo agli inizi di un percorso. Del resto, nel mondo dell’arte tutto si evolve, tutto progredisce, e tutto muta”. Potrebbero cambiare - quindi - anche le fantasie e le ansie artistiche di Eleonora, la giovane artista sarda che studia nell’Accademia delle Belle Arti di Firenze.

La ragazza da qualche tempo mostra sui social (Istagram e Facebook spesso diventano gallerie d’arte) le sue creazioni, “performance che per ora sono state osservate dal pubblico web, ma che molto presto spero approdino anche là dove si fa arte con la A maiuscola”, spiega. Dipinge sul suo viso, diventa una donna diversa, modifica il suo modo di essere, provocando a chi la osserva una impulso emotivo che spiazza.  Perché l’espressione cambia quando le cose cambiano. “Amarti m'affatica mi svuota dentro qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto”, ha cantato Lindo Ferretti pensando a un amore perduto. E “ridere nel pianto” non è anche uno degli esercizi preferiti dagli artisti? “Tutto è nato per caso: nei social tentavo di carpire i segreti dei maestri del make-up, da loro ho capito che il volto può essere dipinto, allora ho pensato di colorare il mio. Lo ho fatto centinaia di volte ed ogni volta mi sono sentita una donna diversa”, ha spiegato a Tiscali News Eleonora.

“A Firenze studio pittura, un’arte che mi affascina e che può essere espressa anche su ‘tele’ diverse e quindi anche sul mio volto”. Ed è sbarcata così nel mondo delle performance. “Sinora, ho considerato le mie creazioni su tela solo come mere  operazioni estetiche. I colori sparsi sul viso mi raccontano meglio: divento quel che sento di essere in quel dato momento. Ecco perché poi mi fotografo: voglio osservarmi, voglio farmi riconoscere attraverso un medium diverso”. Sinora ha dipinto e fotografato se stessa, ma non esclude che un giorno possa farlo anche su altri, “anche se, generalmente, quando provo su altri/e mi sento 'rallentata': non riesco ad essere così immediata come quando lavoro su me stessa”.

La strada e il web sono le sue gallerie d’arte. “Mi piacerebbe presentare le mie creazioni a Firenze, forse un giorno lo farò. Perché le sfide mi affascinano”.  Ad Eleonora piace anche la pittura digitale. “Sento però molte resistenze nel mondo accademico”. “Mi piacerebbe rappresentare me stessa anche a Mogoro, anche se l’idea di ‘esibirmi’ in casa mi preoccupa”. Mogoro, in effetti, grazie a due stupendi teatri (Comunale e la Fabbrica delle Gazzose), alle mostre fotografiche permanenti e intineranti organizzate da BìFoto (Stefano Pia e Vittorio Cannas presto potrebbero ospitare anche una mostra fotografica firmata Roberto Orlandini ndr), le poesie di Dino Maccioni, il folclore e l'effetto trainante del Nuraghe Cuccurada, sta diventando uno dei centri di cultura artistica e musicale più importanti della Sardegna. Eleonora ha anche altri progetti. “Vorrei frequentare una scuola che mi permetta di sviluppare la mia professionalità nel trucco cinematografico, nelle maschere di silicone … per ora sono solo idee. Vedremo”.  Vedremo.