Elogio del Principe Filippo, il reale che ha salvato la Corona d'Inghilterra

Il marito della Regina Elisabetta aveva 99 anni: quasi un secolo di esistenza straordinaria, tra molte luci e altrettante ombre

di Da Londra - Simone Filippetti

La mattina del 9 Aprile 2021, le guardie reali di Buckingham Palace hanno apposto al cancello una piccola e modesta targa, con una sobria ma elegante cornice di legno: annunciava la scomparsa del Principe Filippo, il marito della Regina Elisabetta. Aveva 99 anni, ne avrebbe compiuti 100 a giugno: quasi un secolo di esistenza straordinaria, tra molte luci (lo sfarzo della reggia di Buckingham Palace e vita da nababbo) e altrettante ombre (l’infanzia travagliata, il pessimo rapporto coi figli, il Nazismo e numerosi tradimenti coniugali).

L'omaggio dei sudditi

Davanti dalla cancellata che da oltre un anno è deserta - scomparsi i turisti che ogni giorno si assiepavano nella speranza di poter intravedere la Regina - è tornata un po’ di gente. Hanno deposto fiori, cartelli, scattato foto. La famiglia reale ha invitato i sudditi a non ammassarsi e lasciare ricordi, ma di scrivere un necrologio on-line su un sito dedicato. Precauzione da tempi di pandemia, ma fin troppo esagerata: quella per Filippo non è lontanamente paragonabile alla folla oceanica che invase la rotonda nel 1997 per la tragica morte di Lady Diana.

I commenti cinici

Non ce n’è da sorprendersi: di tutta la variegata famiglia reale, Filippo è di sicuro stato il meno famoso e il meno amato. “Aveva un insulto per ogni occasione” lo liquidano i detrattori. In effetti nella sua lunghissima esistenza, l’elenco di commenti cinici, al limite dell’offesa, si sprecano. Uno su tutti: “Solo un malato di mente può mollare Diana per Camilla” riferito niente poco di meno che al figlio, il Principe Carlo. Uno dei tanti motivi (oltre al fatto di averlo spedito nel terribile collegio-caserma di Gordonstoun) per cui il futuro Re d’Inghilterra non lo amava, per non dire che lo disprezzava. Non proprio il massimo dell’appeal sul largo pubblico per un reale su cui pesava anche la intollerabile accusa di filo-nazismo.  Ma la sorella di Filippo aveva sposato il Granduca d'Assia, gerarca nazista. Ma erano gli Anni ’30: tutti in Europa erano amici di Hitler. Cinico e inutile, visto il ruolo subalterno di “accompagnatore” della Regina, Filippo è stato liquidato, già in vita, come poco più di un soprammobile nell’ecosistema della Corona.

Un vero servitore della Corona

La sua figura è però più complessa e piena di significato: con un’intera esistenza, più di 70 anni, trascorsa al fianco della sovrana più longeva della storia d’Inghilterra, il Principe Consorte è stato un vero servitore della Corona. Nonostante le sue intemperanze e le battute non consone al cerimoniale, Filippo lascia un grande segno sulla storia della monarchia: una parte, lì si è formata la sua etica del dovere, che ha applicato poi al ruolo di Eterno Secondo, di ombra costante della sovrana. Se la monarchia britannica è sopravvissuta al Ventesimo Secolo che ha spazzato via quasi tutte le corone d’Europa (inclusa quella italiana), e anche a sé stessa (come dopo la morte di Lady Diana) è stato anche grazie al cinico, ma sempre un passo indietro, consorte della Regina.

Il funerale

Per il Principe, come da sua richiesta, non ci sarà un funerale di Stato, ma solo un evento in tono minore. Sarà una cerimonia in stile militare nella Cappella di San Giorgio, la chiesetta privata dentro al castello di Windsor. La salma sarà sepolta nei giardini del Frogmore Cottage, la residenza che fu della Regina Vittoria (e per due anni, fino alla fuga in America, il nido degli sposini Harry e Meghan), accanto alla sovrana dell'800 e al marito, il Principe Alberto. E proprio quell’avo è il personaggio storico a cui Filippo assomiglia di più, per storia e ruolo.

Un consorte atipico

La Regina Vittoria fu la grande sovrana che regnò per tutto l’800, il secolo del grande impero inglese: morì, quasi a voler simbolicamente chiudere un’era nel 1901. Elisabetta II è la sua vera erede, anzi la sovrana che l’ha superata, per prestigio, durata del regno e portata storica. E così come il Principe Alberto passò l’intera vita come una comparsa accanto a una regina ingombrante, potente e dal carattere fortissimo; lo stesso è accaduto un secolo dopo a Filippo Mountbatten, il consorte più atipico della millenaria monarchia inglese.