Stavolta scendono in piazza gli uomini: da Biella a Potenza flashmob contro la violenza sulle donne

Tante manifestazioni di associazioni che hanno colto la provocazione di Milena Gabanelli. Dai promotori di Potenza, l'appello a creare una rete a livello nazionale

di C. M.

Dopo la potente provocazione di Milena Gabanelli, “ne ammazzano una al giorno… uomini dove siete?”, in tanti hanno inaspettatamente accolto l’incito della giornalista e sono scesi in piazza. Biella, Torino, Milano, Potenza e Albenga hanno visto diversi flashmob maschili senza che ci fosse una rete ad organizzarli. Sono state singole associazioni o gruppi di uomini a sentire il dovere di muoversi. A cominciare dalla compagnia Teatrando di Biella: uomini con scarpe rosse partiti dal Ponte della Maddalena, sono arrivati sino in centro dove hanno mostrato una serie di cartelli. Messaggi sul tema "da uomo a uomo", per mettere fine alla violenza sulle donne. Alla fine del flashmob particolarmente toccante è stato l’applauso tributato dalle donne che erano presenti sulla piazza.

Un filo rosso contro i femminicidi

E altri uomini sono in piazza ad Albenga per chiedere scusa alle donne. Un impegno per denunciare i tanti femminicidi che ha visto l'Associazione culturale Fischia il vento e Anpi di Albenga e Ceriale (Savona), in prima linea. Presenti tantissimi giovani mentre nessun rappresentante di alcun partito politico è intervenuto. Un filo di lana Rosso ha unito i presenti per tenere il distanziamento, ma anche per collegare idealmente tutti gli uomini contro la violenza sulle donne. Unica voce femminile quella della presidente provinciale dell'Anpi di Imperia, Amelia Narciso, che con un suo scritto ha sottolineato come gli uomini che ci mettono la faccia e chiedono scusa "siano purtroppo rari". Adesione alla manifestazione da parte della storica Associazione albenganese "Fieui dei carruggi" che ha portato le adesioni al flashmob di esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo tra cui Michelle Hutzinger e Fiorella Mannoia. Sui social adesione anche dell'onorevole Giulia Bongiorno.

Il Cerchio degli uomini a Torino

A Torino l’associazione “Il Cerchio degli uomini” ha organizzato una passeggiata per sensibilizzare i torinesi sul tema della violenza maschile contro le donne e contro l’omofobia. Un’iniziativa nata nei gruppi di discussione dell’associazione che da più di vent’anni mette in campo percorsi, servizi e iniziative per cambiare modelli maschili sbagliati e tipici della prevaricazione. «Ci interessava assumerci la responsabilità come uomini, le donne sono molto impegnate nella lotta alla violenza in questo periodo, volevamo dimostrare che anche gli uomini possono farlo — racconta il presidente de “Il Cerchio degli uomini”, Andrea Santoro a La Rapubblica - La nostra associazione si occupa di evoluzione del maschile e ci sembrava importante dare una testimonianza ».

Consiglieri Pd a Milano

Milano non è stata a guardare: qui i consiglieri comunali del Pd sono scesi in piazza per l'evento “Uomini che amano le donne”, promosso dai consiglieri uomini che hanno portato in piazza San Fedele, di fronte alla sede del Comune, delle sedie vuote con un fiocco rosso e i nomi di alcune donne che hanno perso la vita vittime di femminicidio. "Oggi con un flashmob abbiamo voluto dare voce all'impegno diretto degli uomini nel contrastare la violenza di genere. Un'azione prima di tutto culturale, attenta ai messaggi e ai modelli che vengono rappresentati. Un'attenzione che è evidentemente mancata alla Rai pensando alla serie di fiction con finti stupri andata in onda nel solo ultimo mese - ha commentato il capogruppo del Pd al Comune di Milano, Filippo Barberis - . La Rai realizzi quanto prima una trasmissione in prima serata dedicata al fenomeno della violenza di genere. Perché è giusto e per recuperare al messaggio sbagliato passato in queste settimane".

A Potenza in piazza contro il femminicidio

Anche a Potenza gli uomini hanno indossato una t-shirt rossa e si sono ritrovi in piazza Matteotti per dire basta al femminicidio. "Non c'è un collegamento o una rete tra i promotori - spiega Antonio Caporale a La Repubblica - ma sarebbe bello un domani ci fosse. Una rete contro questa deriva culturale, perché di questo si tratta. Siamo felici ci sia una categoria di uomini che si sia svegliata, mettendosi pubblicamente al fianco delle donne in questa battaglia e siamo felici di essere tra questi". Per gli organizzatori "le violenze di cui le donne troppo frequentemente sono vittima, fino al caso estremo del femminicidio, rappresentano l’aspetto più drammatico e preoccupante della sopraffazione e della discriminazione di genere. Sono la conseguenza di pregiudizi e dell’incapacità da parte di alcuni uomini di adeguarsi all’evoluzione dei costumi e della morale e di considerare le donne come soggetti pienamente autonomi e liberi di scegliere come vivere. Il ventaglio di luoghi, ambiti, modalità in cui si dipanano le disparità e le sopraffazioni è molto ampio e non è ovviamente esente l’ambiente familiare, che per ancora troppe donne, invece di essere un luogo sicuro, diventa la sede di esercizio di piccole e grandi violenze, non solo fisiche, ma più spesso psicologiche o economiche". E ancora si fa presente come per troppo tempo questi reati siano stati "sommersi, nascosti all’interno delle mura domestiche, sottovalutati e sottostimati. Da alcuni anni - spiegano - di violenza di genere si parla e sulla violenza di genere si interviene attraverso iniziative di prevenzione e sensibilizzazione, come quella promossa a Potenza".