Lo scandalo delle scuole, le madri scendono in piazza: "Ecco cosa chiediamo per settembre"

Sabato 23 maggio mobilitazione nazionale di genitori e insegnanti per chiedere che la scuola a settembre riparta davvero e in presenza. Ne abbiamo parlato con la docente universitaria Costanza Margiotta promotrice del comitato "Priorità alla scuola" e madre di due bambini da mesi costretti a casa, come tutti i nostri figli

L’Italia non è un paese per giovani. E nemmeno per donne. E, se proprio dobbiamo dirla tutta, non è un paese per studenti e nemmeno per chi sulle proprie spalle, suo malgrado, si trova il peso della chiusura delle scuole, lunga e ostinata a qualsiasi ragionevolezza. Ovvero le madri. E qui si torna a bomba. Sono queste le poche certezze con le quali siamo usciti dall’emergenza e ci riaffacciamo in un Paese che ha trovato modo e tempo di riaprire tutto, dai pub alle palestre e ai centri estetici, tranne la scuola. Nemmeno quelle per l’infanzia, che, si sa, dovrebbero andare avanti fino al 30 giugno. Nemmeno gli esami universitari. Niente.

Una situazione drammatica dove le donne sono penalizzate due volte, come madri e come lavoratrici

Una situazione drammatica che diventa surreale se si pensa che a giugno si riuscirà a garantire la sicurezza per i centri estivi dei nostri figli ma non per le classi scolastiche che quegli stessi bimbi avrebbero dovuto frequentare. Una situazione discriminatoria per tante donne costrette a dover scegliere tra la cura dei propri figli e il lavoro e ricacciate a casa da una crisi economica che si abbatte violentemente sulle categorie più deboli. Una situazione figlia più che dell’emergenza della miopia di una classe governativa che finora si è rifiutata di guardare oltre. “Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza” ammoniva Antonio Gramsci citato proprio da chi a questa situazione vuole dire basta. Ovvero dai comitati di genitori che da mesi sui social e sui media chiedono un intervento del ministro della pubblica Istruzione Azzolina e della task force chiamata a immaginare la nuova scuola. Una scuola che dovrebbe riprendere a settembre nell’assoluta fumosità di soluzioni sperimentali.

È a questo punto che genitori ma anche insegnanti e studenti riuniti nel comitato “Priorità alla scuola” hanno deciso di scendere in piazza. “Quello di sabato 23 maggio alle 15 e 30 è un appuntamento da non mancare perché si chiederà a voce forte e chiara che a settembre la scuola riparta in presenza e in sicurezza. E che quindi bisognerà lavorare “prima” perché a settembre i nostri ragazzi possano davvero frequentare la scuola e non sperimentare sulla propria pelle soluzioni che non si è voluto immaginare, costruire e verificare per tempo". A parlare è Costanza Margiotta, docente di Filosofia del diritto all’Università di Padova e promotrice in seno al comitato “Priorità alla scuola” di questa grande mobilitazione che per la prima volta vede uniti genitori e insegnanti. Si tratta di una mobilitazione a livello nazionale per chiedere più insegnanti, assunzione di precari, più personale A.T.A, più scuole, più spazi, rendendo agibili le strutture esistenti e utilizzando gli spazi dismessi, più educazione all'aperto. In breve, più risorse per la Scuola Pubblica. Le mobilitazioni si svolgeranno in molte città: Firenze, Roma, Milano, Bologna, Napoli, Genova, Modena, Pistoia, Pontedera, Faenza, Torino, Arezzo, Cagliari, Trapani, Vicenza, Reggio Emilia, Taranto, Parma. Nella videointervista concessa a Milleunadonna Costanza Margiotta affronta tutti in nodi di una situazione molto grave che non può essere più rimandata.

Qui di seguito i luoghi di incontro: 

Arezzo, via Emilia 10, ore 15.30 

Bologna, piazza Maggiore ore 15.30

Cagliari, Bastione Saint Remy, ore 15.30

Faenza (RA), piazza del Popolo ore 15.30

Firenze, Piazza Ss. Annunziata, ore 15,30

Genova, prefettura di Genova, ore 15.30

MilanoUfficio scolastico regionale per la Lombardia, via Soderini 24, ore 15.30

Modena, piazza Grande, 15.30

Napoli, piazza Dante, ore 10.30 

Pistoia, piazza del Duomo, ore 15.30 

Pontedera (PI), piazza Garibaldi, ore 15.30 

Reggio Emilia, piazza Martiri del  7 luglio, ore 15.30

Roma, largo Bernardino da Feltre, ore 15.30

Torino, piazza Castello, ore 15.30

Trapani, piazza Vittorio Emanuele, ore 15.30

Vicenza, piazza Biade, ore 16