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“Vestita così te la vai a cercare”, ma la Miss si ribella e sfila al concorso con “gli abiti violenza”

A Jesolo, la 20enne Martina Evatore porta in passerella la sua storia e sfila vestita come quando fu abusata da un uomo per strada

TiscaliNews

"Se vai in giro vestita in questo modo te la cerchi": sono state le parole infelici di un'amica a spingere Martina Evatore, 20enne padovana, a un gesto esplicito: l'altra sera ha voluto sfilare a Jesolo, ad un evento raccontato poi dal Gazzettino e di cui la testata era media partner, indossando i vestiti con cui era abbigliata la sera di tre anni fa quando, ancora minorenne, un uomo tentò di violentarla mentre percorreva a Padova il sottopasso del Sacro Cuore.

I vestiti della violenza

Mentre le altre concorrenti del concorso MissVeniceBeach hanno presentato alla giuria una prova di canto o di ballo, Martina ha preso in mano il microfono per lanciare un messaggio: "non è l'abbigliamento che istiga alla violenza". Sulla passerella si è presentata con pantaloni neri larghi che arrivano alla caviglia, scarpe bianche sportive, una maglietta e una giacca informe verde mimetico. Un abbigliamento tutt’altro che sensuale a dimostrazione del fatto che i predatori sessuali agiscono in indipendentemente dalle scelte delle loro vittime in fatto di guardaroba.

La ferita e il riscatto

A Martina bruciano ancora le parole sprezzanti che due settimane fa si è sentita dire da una amica a commento del suo look: "se vai in giro vestita in questo modo te la cerchi". Come ancora le brucia il ricordo di quelle mani nel tunnel che per lunghi, interminabili minuti l'hanno artigliata, palpata, tentando una violenza sessuale. Solo le grida della giovane e l'intervento di alcuni passanti hanno evitato il peggio. Ma Martina non dimentica: "Era buio, ho visto solo questo 40enne che mi si è scagliato addosso e poi è fuggito - dice all'ANSA - . Nonostante un preciso identikit e la denuncia in Questura, di quell'uomo si sono perse le tracce". Così su quella passerella ha sfogato tutta la sua voglia di normalità e il desiderio di rivincita, anche per i due anni persi a scuola per curare le ferite dell'anima.

Il valore del suo messaggio

Un attacco agli stereotipi, ha tenuto a sottolineare, al fatto che le donne non si sentano libere di vestirsi a loro piacimento perché potrebbe "attirare le attenzioni di qualcuno, istigare ad una violenza". Martina non sapeva come sarebbe stata accolta dal pubblico la sua provocazione. Alla fine è stata accompagnata da uno scrosciante applauso. "Mi sono espressa nel modo più naturale e serio possibile - ha detto - perché il mio messaggio non perdesse valore". La prima ad appoggiare Martina è stata Elena Bagordo, promotrice dell'evento. "Noi volevamo raccontare come talento e capacità interpretative siano essi stessi bellezza e che ognuno di noi è speciale a modo suo - racconta - . Quanto ci ha anticipato che nell'ultima uscita voleva sfidare lo stereotipo dell'abbigliamento e raccontare se stessa noi l'abbiamo appoggiata, preparando il pubblico al fatto che avrebbe assistito ad una performance dal significato molto profondo. Incancellabile".