La mozione anti-aborto? Un salto nel Medio Evo. Si risolva invece il problema dell’obiezione

La Lega preferisce dare assistenza morale alle donne, ma non quella sanitaria nel caso in cui si dovessero trovare in una struttura con soli medici obiettori

Manifestazione a difesa della legge 194
Manifestazione a difesa della legge 194

Nell’anno in cui si celebrano i 40 anni dalla sua approvazione, la legge 194 subisce il duro colpo dell’approvazione di una mozione anti-abortista. Pro-vita secondo il sindaco di Verona Federico Sboarina e chi, insieme a lui, ha votato per rendere quella scaligera "Città a favore della vita", il che significa prevedere finanziamenti ad associazioni cattoliche che hanno l'obiettivo di promuovere iniziative contro l'aborto. Una mozione retrograda che ci riporta a un clima medievale e che alimenta pure la polemica politica con la capogruppo Pd a Verona, Carla Padovani, nota per le posizioni ultra-cattoliche, sfiduciata dopo avere votato a favore.

Sepoltura automatica dei feti abortiti

Respinta, e meno male, la proposta per la sepoltura automatica - anche contro il parere dei genitori - dei feti abortiti, ma c’è da preoccuparsi per il solo fatto che l’iniziativa fosse all’ordine del giorno. Insomma, se c’è qualcosa di cui ci sarebbe bisogno sarebbe mettere mano allo scandalo che non consente di dare piena attuazione alla 194 a causa dell’obiezione di coscienza: 7 medici su 10. E invece si pensa a organizzare funerali per feti abortiti: come al solito si registra maggiore rispetto per un embrione che non è ancora in vita, e nessuno per la vita di una donna che si trova ad attraversare un momento lacerante.

Associazioni cattoliche in ospedale

A Verona si pensa che, in questi frangenti, una signora possa essere avvicinata da un membro di un’associazione cattolica che si permetta di sindacare sulla sua scelta e di indurla a cambiarla. Assistenza morale insomma, ma non quella sanitaria, per esempio, nel caso in cui si dovesse trovare in una struttura nella quale siano di turno solo medici obiettori.
I leghisti parlano di strumentalizzazione, mentre qualcuno sostiene che si tratti di iniziative volte a limitare gli aborti per fare fronte alla prolificità degli immigrati. Sempre quella paura di essere invasi quindi.

“I gay sono una vergogna”

Ma la dichiarazione più aberrante è quella del consigliere della Lega Verona, Alberto Zelger: "I gay sono una sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie. Provate a mettere in una città una popolazione di omosessuali. Dopo cent'anni è estinta. E' matematico, e io sono laureato in matematica", ha detto a La Zanzara, su Radio 24 il promotore della mozione anti-abortista. "I rapporti omosessuali - ha aggiunto Zelger - dipendono molto dalla psicologia della persona, lo dicono esperti americani, tra cui Joseph Nicolosi, cioè molto spesso le attrazioni gay dipendono da traumi infantili, violenza subita oppure assenza del padre o della madre. Una cosa vera e dimostrata in America, ad Atlanta, è che oggi la diffusione dell'Aids avviene al 70% tra uomini che fanno sesso con altri uomini. Il sesso omosex fa male alla salute, fa venire malattie di tutti i tipi". Insomma i gay non sono persone normali, la loro non è una scelta. Leghisti di questo genere riescono nella triste sintesi di dimostrarsi omofobi e misogini contemporaneamente. Un bel record, fanno bene le associazioni per i diritti delle donne come Non una di meno ad allarmarsi. Non è questione di destra e sinistra e questione di età contemporanea o Medi Evo.