Heather Parisi shock: "Per sette anni sono stata picchiata e umiliata dal mio compagno"

La ballerina, ospite a "Live- Non è la D'urso" ha parlato per la prima volta del dramma vissuto per anni tra le pareti domestiche

di M.E.P.

Si è esposta mediaticamente più volte, Heather Parisi: sia quando si è trattato di criticare le posizioni politiche della storica "nemica", Lorella Cuccarini, che quando provocatoriamente ha mostrato sui social una foto scattata mentre allattava i suoi gemelli, avuti a 50 anni. Ma è la prima volta che intervenendo in tv a "Live Non è la D'Urso" insieme a suo marito Umberto Maria Anzolin, e ai suoi figli gemelli Elizabeth e Dylan, nati nel 2010 grazie alla fecondazione assistita, ha parlato di quella che è forse la ferita più profonda: i maltrattamenti subiti dal suo ex compagno, dal quale per fortuna si è separata dopo tanti anni di dura convivenza.

Sono qui per dare coraggio ad altre donne

L'occasione per affrontare l'argomento arriva durante la puntata in cui si dibatte di maternità in età avanzata. E Heather Parisi, chiamata da Barbara D'urso a dire la sua, per la prima volta rivela, non con poche difficoltà di essere "stata vittima di violenza domestica". "Non sono orgogliosa di questo argomento, perché è molto scomodo, ma finalmente sono qui per dare coraggio alle altre donne", spiega in premessa e prima di scoperchiare il vaso tenuto chiuso per tanto tempo. "Non entrerò nei dettagli ma posso dire che quando succede ti senti sola, ti vergogni, subentra una rabbia una tale rabbia interiore che sono sicura le donne a casa potranno capire ed io spero che la mia forza le possa raggiungere. Non deve essere un argomento tabù, non deve essere scomodo. Bisogna parlare, raccontare".

Da un giorno all'altro ho preso il borsone e sono andata via

Del suo aguzzino, la persona con la quale avrebbe dovuto condividere amore e tenerezza, preferisce non rivelare l'identità: "Mi sentivo un pugile con i pugni legati. Sono stata picchiata per sette lunghi anni dal mio ex compagno, di cui no farò mai il nome nè dirò date, con sberle, calci e pugni. Mi chiamava gallina americana" racconta.  E poi ancora: "Ho subito violenze di qualsiasi tipo, le parole che mi diceva mi facevano diventare complessata, mi buttavano giù di morale, mi levavano la voglia di amarmi. Non ho parlato perché mi minacciava, mi diceva che ero straniera e nessuno mi avrebbe creduto, ripeteva ‘crederanno a te o a me?’,". Poi l'appello a chi si trova nella stesa condizione. "Dalla violenza fisica c'è la possibilità di guarire, quella psicologica è più difficile da superare. Mi rivolgo alle donne a casa: dovete essere forti anche voi. Io da un giorno all'altro ho preso il borsone di danza e sono andata a vivere a casa di una mia amica. Non me ne fregava più niente dei soldi, della televisione, di nulla. Probabilmente ci sarà gente frustrata e invidiosa che non crederà alle mie parole ma chi se ne frega, mi basta anche solo aver aiutato qualcuna nella mia stessa situazione".