Parità di genere e media: istituito il Premio "Gianni Massa" che coinvolge giornalisti, scuole e Università

Iniziativa della Regione Sardegna e dell'associazione "Giulia". Verranno premiati servizi giornalistici, tesi di laurea e temi svolti in classe

Conferenza stampa a Cagliari
TiscaliNews

La parità di genere resta ancora fortemente condizionata dagli stereotipi e dalla cultura sessista, spesso promossi anche nei media, nei quali le donne continuano a essere marginalizzate e rappresentate attraverso immagini negative e degradanti. Ma le disparità di genere si costruiscono e si riproducono anche a partire dal linguaggio e dalle immagini diffuse dai mezzi di comunicazione, il cui impatto sulle norme culturali e sul modo in cui si formano ed evolvono le rappresentazioni sociali associate sia a donne che a uomini è significativo.

Promuovere allora il rispetto della dignità umana e una rappresentazione equilibrata e non stereotipata delle donne nei media, così come sensibilizzare i cittadini su questi temi e contrastare tutte le forme di discriminazione attraverso l’istruzione, la formazione e l’informazione, è fondamentale per lo sviluppo di una società democratica, come sottolineato dalla Risoluzione del Parlamento europeo del 17 aprile 2018 sulla parità di genere nel settore dei media nell’Unione europea.

Il premio per scuole, università e giornalismo

In questo contesto il Corecom, il Comitato per le comunicazioni della Regione autonoma della Sardegna presieduto da Mario Cabasino, in collaborazione con Giulia giornaliste Sardegna (Giornaliste Unite Libere Autonome) coordinata da Susi Ronchi, ha indetto la prima edizione del Premio Corecom Sardegna “Gianni Massa” dedicato al rapporto tra media e parità di genere, intitolato ad uno dei protagonisti della storia del giornalismo in Sardegna che si è distinto per il suo profondo impegno professionale e anche civile, scomparso nel 2015 a 79 anni. 

Il Premio, il primo del suo genere in Italia, è suddiviso nelle tre sezioni “Giornalismo”, dedicato alla programmista e regista della Rai Piera Mossa, “Università” (premiate le due migliori tesi) e “Scuola” (temi ed elaborati), e si sviluppa in un percorso articolato che include anche il coinvolgimento degli studenti.

"Il Premio si ispira ai valori di un trinomio inscindibile Istruzione/Formazione /Informazione che costituisce il cardine della professione giornalistica. Il progetto infatti si sviluppa come un percorso integrato che abbraccia le tre fasi di un processo di crescita personale cha va dalla scuola all'università fino alla professione, nella consapevolezza che i media svolgono una funzione sociale quindi assumono una responsabilità di genere nel superamento dei vecchi modelli culturali", spiega Susi Ronchi, coordinatrice di Giulia giornaliste Sardegna, un'associazione impegnata nel contrastare la disparità di genere legate agli stereotipi nei media e la cultura delle divisioni e delle disuguaglianze. 

"Istruzione, formazione e informazione sono il cardine della professione giornalistica - ha sottolineato ancora la cronista - i media svolgono una funzione sociale. Basti pensare che l'informazione che dà solo il 21% di spazio alle donne come voci autorevoli contro il 79% agli uomini. Occorre eliminare questi e altri squilibri. Nel rispetto della dignità umana e per lo sviluppo di una società democratica". "Ricerca e discriminazioni non vanno mai a braccetto", ha confermato Francesco Mola, prorettore dell'Ateneo cagliarirano.