I pro-biotici non giovano solo all’intestino: le 8 regole per incrementare i batteri che difendono la pelle

La pelle ha un suo ecosistema che può essere difeso e mantenuto grazie alle opportune creme cosmetiche

I pro-biotici non giovano solo all’intestino: le 8 regole per incrementare i batteri che difendono la pelle
TiscaliNews

La pelle accoglie più di 500 specie diverse di batteri, ha perciò un suo ecosistema che andrebbe tutelato, invece siamo responsabili di molti errori, sia alimentari che di cure sbagliate che dedichiamo alla nostra pelle e che ne alterano l’equilibrio. Una soluzione però c’è e alla moda dei probiotici da bere, si affianca il trend pre e pro-biotici da spalmare sulla pelle.

Sieri pre-crema

Se i primi sono microorganismi viventi che, assunti con l’alimentazione, rafforzano l’eco-sistema intestinale che pare poi rispecchiarsi sulla pelle, i prebiotici sono invece sostanze organiche, come le fibre, che stimolano la crescita di batteri ‘buoni’ anche per la bellezza della pelle. In realtà queste sostanze non sono nuove, la loro scoperta risale agli anni novanta, è invece una novità il loro boom in ambito cosmetico che sta sfornando i primi sieri, emulsioni, tonici, booster (sieri da applicare prima della crema idratante perché ne potenziano l’efficacia) e patch che vantano nuove capacità prebiotiche.

Zucchero per la pelle

La versione cosmetica dei perbiotici contiene zuccheri e fibre naturali, ricavati per sintesi enzimatica, in grado di proteggere l’integrità della flora cutanea e migliorare le difese della pelle. Non sorprende che dal 2015 ad oggi i lanci di prodotti di bellezza incentrati sul microbioma siano cresciuti del del 45%”. Spiega Mariuccia Bucci, dermatologa e membro del comitato scientifico della italiana Comfort Zone che ha messo a punto sieri che contengono mix di prebiotici brevettati e derivati da sintesi enzimatica di zuccheri naturali: “La nuova frontiera della cosmesi è l’impiego di ingredienti che proteggono la comunità di batteri buoni e il microbiota cutaneo. Se la barriera della pelle è danneggiata, stressata e irritata si perde l’equilibrio naturale esponendola alle aggressioni ambientali”.

Le 8 regole

L’ecosistema della pelle si altera anche a causa nostra. Ecco 8 suggerimenti de ricercatori Comfort Zone:
1. No a scrub e detergenti: alcuni trattamenti di bellezza possono essere aggressivi per la pelle sensibile. E’ preferibile quindi utilizzare prodotti specifici lenitivi e nutrienti. Fare attenzione ai detergenti schiumogeni contenenti tensioattivi e ai prodotti con alcool e ingredienti astringenti che privano la pelle degli oli naturali, essiccando la barriera e rendendola sensibile alle irritazioni.

2. No agli shock termici: gli sbalzi possono danneggiare la struttura cutanea causando rossore ed irritazione diffusi. Pertanto, è meglio evitare ambienti estremamente secchi e caldi e fare attenzione in caso di temperature sotto lo zero.

3. Proteggere la pelle dal sole: la radiazione solare è una delle cause dell’infiammazione. I raggi UV causano un aumento della temperatura corporea e uno stato di infiammazione. Proteggere sempre la barriera cutanea con un SPF adeguato è fondamentale.

4. Cosa mangi? Il cibo può essere una fonte di infiammazione e rendere più sensibile la pelle. E’ perciò importante riconoscere gli alimenti che favoriscono l’infiammazione e scegliere invece quelli che svolgono un’azione antinfiammatoria.

5. Alimenti con omega 3: salmone, pesce di acqua fredda (possibilmente non di allevamento), semi di lino e noci sono alimenti ricchi di omega 3 che aiutano a contrastare l’infiammazione e a mantenere sana la barriera cutanea.

6. Prebiotici a tavola: gli alimenti ricchi di fibra forniscono un’alta concentrazione di prebiotici che aiutano a mantenere attivo il sistema immunitario e quindi a proteggere la pelle dalle aggressioni. Porro, cipolla, avena e mela sono particolarmente ricchi di tali sostanze.

7. Integratori, se servono: gli integratori a base di ceramidi e acido ialuronico sono utili per mantenere livelli ottimali di idratazione cutanea e per proteggere la funzione barriera.

8. Alcool a tavola: da evitare perché causa una vasodilatazione localizzata sulla pelle.