Il dovere di ricordare Tina Motoc, torturata e uccisa a 20 anni dal serial killer Minghella

Vent'anni fa l'efferato omicidio, oggi la commemorazione “Un fiore per Tina” per lei e per tutte le vittime invisibili. Le parole e il ricordo di Don Luigi Ciotti

di C. M.

Chi era Tina Motoc? Come è morta? Come ha vissuto? Quali sacrifici faceva per mantenere la sua bambina? Quali sogni aveva, chi li ha infranti e perché? Con la volontà di non lasciare che queste risposte cadano nell’oblio perché non c’è più nessuno a porsi le domande, oggi a Torino è stata compiuta un’azione bellissima. Una delle più belle che una comunità umana possa fare: impedire che la memoria dei morti si disperda nel tempo.

Uccisa a 20 anni

Perché Tina Motoc era una donna moldava vittima del racket della prostituzione che è stata uccisa a soli 20 anni dal serial killer Maurizio Minghella nella notte tra il 16 e il 17 febbraio del 2001 dopo indicibili torture. Il suo corpo nudo fu ritrovato lungo un canale di irrigazione che attraversa un campo nelle vicinanze dello svincolo Pianezza Collegno della tangenziale di Torino. Aveva diverse ferite sul volto e sul capo, le gambe e il piede destro erano stati bruciati con il fuoco di un falò acceso con i vestiti della ragazza.

Il ricordo di Don Luigi Ciotti

"Ricordare Tina è non dimenticarci la storia di tanti costretti a lasciare la loro terra per cercare dignità, libertà, sopravvivenza in terre promesse. Oggi siamo qui perché volevamo ricordare lei, ma anche perché crediamo che la sua morte possa risvegliare le troppe coscienze addomesticato di fronte alle nuove schiavitù e al mercato dei bisogni". Queste le parole del fondatore del Gruppo Abele e di Libera, Don Luigi Ciotti che è intervenuto all'iniziativa 'Un fiore per Tina', organizzata proprio per ricordare Tina Motoc a 20 anni dalla morte e, con lei, "la storia di tutti gli 'invisibili' lasciati ai margini della società".

La prostituzione forzata per mantenere la figlia

La cerimonia ai Murazzi si è conclusa col lancio di fiori gialli nel Po per non dimenticare la giovane vittima dello sfruttamento delle prostituzione. "Tina - ha detto Don Ciotti - inseguiva il sogno di una terra promessa dove riscattarsi dalla povertà e garantire alla sua bambina un futuro migliore. Un sogno di tanti, ieri come oggi, che si è infranto contro la drammatica realtà della tratta, della prostituzione forzata, dello sfruttamento disumano. Oggi la nostra presenza vuole essere denuncia e richiamo alla responsabilità perché è questo che ci chiede ancora Tina e tante altre donne vittime di violenza, di smascherare l'indifferenza, la neutralità, il pregiudizio per costruire un mondo dove una ragazza non sia costretta per povertà a lasciare la propria terra finendo in mano ai carnefici".