La rivelazione shock di Meghan Markle al New York Times: "Un dolore insostenibile"

TiscaliNews

Il dramma intimo di un aborto spontaneo, "il dolore insostenibile" di una perdita da condividere con il mondo per incoraggiare tante altre donne a non vivere la medesima pena come uno stigma. Meghan Markle si mette a nudo come forse solo Diana Spencer aveva fatto prima di lei, ai margini della famiglia reale britannica. E svela a quattro mesi di distanza di aver perduto un secondo figlio, poco più di un anno dopo la nascita del piccolo Archie.

Il racconto

Il suo racconto trova spazio sulle colonne del prestigioso New York Times, che alla consorte del principe Harry, ex attrice americana oggi 39enne, concede quella tribuna e quel rispetto che lei e il marito lamentano da tempo di non trovare - o non trovare più - su gran parte della stampa britannica: tabloid destrorsi in testa. Sotto un titolo che vuol essere già un messaggio ("Le perdite che noi condividiamo") e che il giornale newyorchese fa precedere da una firma leggibile essa stessa come un riconoscimento: "Meghan, Duchessa di Sussex. L'autrice è madre, femminista e attivista". La narrazione è come in presa diretta. E arriva a fotografare il momento esatto - un giorno di luglio di quest'anno - in cui Meghan spiega di aver capito ciò che stava accadendo: "Ho saputo in un momento in cui stringevo fra le braccia il mio primo bambino che stavo perdendo il secondo", ricorda. I dettagli sono quelli di una giornata comune, segnata dalla tragedia improvvisa: "Dopo aver cambiato il pannolino" ad Archie, scrive la duchessa, "ho avvertito un forte crampo e mi sono accasciata sul pavimento con lui fra le braccia, mormorando una ninna nanna per tenerci calmi entrambi. Ma il tono allegro contrastava con la mia sensazione che qualcosa non stesse andando per il verso giusto". "Alcune ore più tardi - prosegue sul filo di una memoria condita da un tocco di emozione letteraria - ero a letto in ospedale, tenendo la mano di mio marito. Sentivo il calore del suo palmo e gli ho baciato le nocche. Avevamo entrambi il volto bagnato dalle lacrime. E guardando i freddi muri bianchi" della stanza "ho cercato d'immaginare come avremmo mai potuto rimarginare" la perdita.

La reazione di Byckingham Palace

Una perdita abbattutasi sulla coppia più chiacchierata di casa Windsor a pochi mesi dalla clamorosa decisione di rinunciare allo status di membri senior della Royal Family in favore di una maggiore autonomia e di trasferirsi fra non poche polemiche in America: in Canada prima, a Los Angeles poi. La rivelazione spiega intanto il rinvio della prossima fase di un processo intentato dalla stessa Meghan - con il sostegno di Harry - al gruppo editoriale del Daily Mail, accusato di aver pubblicato a suo tempo una lettera privata scritta da lei al padre Thomas Markle, in violazione (secondo la denuncia) sia della sua privacy familiare sia dei suoi diritti di copyright. Causa che pare aver causato ancora una volta imbarazzo nella famiglia reale, mai troppo a suo agio di fronte a certi 'eccessi' di visibilità come sembra confermare ora anche la scarna reazione alla rivelazione pubblica sull'aborto spontaneo: che Buckingham Palace si è rifiutato di commentare ufficialmente a nome della regina in nome di un algido rispetto verso una vicenda "profondamente privata", pur assicurando attraverso fonti ufficiose che Elisabetta II, l'erede al trono Carlo e il principe William condividono "con comprensibile dolore" la disgrazia dei Sussex. Una solidarietà filtrata dall'etichetta che rischia - chissà - di allontanare ancor di più i due fuggitivi. I quali - in attesa che i tabloid più ostili possano incaricarsi di alimentare sospetti e gossip sensazionalistici persino su questo dramma familiare - raccolgono tuttavia questa volta sull'isola un'ondata di simpatia e di compassione diffusa, incluso dal conte Spencer, fratello di Lady D. Mentre dal mondo dei medici e delle associazioni di sostegno alle donne sale l'elogio per "il coraggio" mostrato della duchessa: capace - nelle parole di figure come Sophie King, ostetrica e volontaria dell'organizzazione caritativa Tommy's - di sfidare "con un messaggio potente" il silenzio su un'esperienza dolorosa che è di tanti. Ma che troppo spesso "è ancora un tabù". (Fonte Ansa)