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Tornano le ruote degli esposti per abbandonare i figli: le cifre di un'abitudine da medioevo

Le abitudini medioevali tornano in auge per colpa di politiche altrettanto medioevali. In America la ruota degli esposti diventa l'unica strada percorribile in un paese violato nei diritti delle donne

Tornano le ruote degli esposti per abbandonare i figli: le cifre di un'abitudine da medioevo
di Camilla Soru

Cosa succede in un paese quando le politiche sui diritti civili compiono improvvisamente un balzo indietro? Si torna a soluzioni e politiche antiche e medioevali. Questo, in estrema sintesi, quello che sta succedendo negli Stati Uniti dove iniziano a sentirsi feroci le conseguenze delle restrizioni dovute all’abolizione della storica sentenza Roe VS Wade del 1973 che garantiva il diritto di aborto a livello federale.

Oggi sono i singoli Stati a decidere in autonomia di applicare leggi proprie in materia di aborto. Ed è così che l’Oklahoma ha già deciso che abortire sarà illegale “fin dal momento del concepimento”, il Missouri si vanta che sarà il primo stato a vietare totalmente l’aborto mentre Ohio, Mississipi, Louisiana, Kentucky e Georgia hanno tutti approvato il divieto all’aborto legale dopo la sesta settimana, cioè prima di quando moltissime donne scoprono addirittura di essere incinta.

In questo scenario drammatico, dove 19 milioni di donne vivono ormai in zone in cui la loro salute riproduttiva non è tutelata sta riprendendo piede un’abitudine ormai da tempo dimenticare: la ruota degli esposti

Arrivata in Italia, e in diverse parti del mondo, quasi mille anni fa, la ruota degli esposti era una culla rotante che permetteva alle donne che volevano abbandonare in sicurezza un neonato di farlo in totale anonimato. Il bambino veniva depositato nella culla, posizionata in strada sulla facciata di chiese o ospedali, per poi farla ruotare in modo che "l'esposto" andasse all’interno dell’edificio. Qui una campanella suonava avvisando della sua presenza e assicurando che qualcuno se ne prendesse cura.

In Italia, dove il parto in anonimato è garantito dalla legge e può essere fatto in ospedale, è rimasta una culla a Roma per garantire la possibilità a chi per paura (famiglie di immigranti irregolari che temono il rimpatrio) o per ignoranza non è a conoscenza del percorso garantito dalla legge.

Anche i vigili del fuoco di una caserma dell’Indiana, sollecitati da una associazione anti abortista, hanno installato anni fa una moderna ruota dal nome più accattivante di Safe Haven Baby Box. Non è mai stata usata da nessuno in tutti questi anni, dall’abolizione della Roe VS Wade invece sono già 5 i bambini abbandonati nella notte.

Questa è oggi l’America, il sogno di un paese moderno e democratico che si schianta contro l’ingerenza del bigottismo morale nelle leggi dello stato. Ma presto ci si accorgerà che negare l’accesso all’aborto non fermerà gli aborti. Negare l’accesso all’aborto fermerà solo gli aborti sicuri e legali. La negazione di un diritto porta sempre dietro conseguenze dannose, pericolose e mortali. Nel lungo periodo ci si accorgerà che la guerra all’aborto significa aprire le porte all’aborto clandestino, ai rischi per la salute delle donne e al degrado della loro dignità.

Per altro già in passato le culle per accogliere i figli indesiderati hanno dimostrato la loro totale innficacia. In assenza del diritto all'aborto e di una cultura di pianificazione delle nascite nella sola Milano furono abbandonati in poco meno di 20 anni 85.267 bambini, praticamente il 30% dei nati vivi. L'utilizzo delle ruote si rivelò insostenibile per le casse pubbliche che si trovarono a dover avere a carico una quantità enorme di bambini che finiva per morire di stenti negli istituti di accoglienza.

Intanto che qualcuno decide di intervenire aspettatevi il prolificare di queste moderne ruote in città che ogni giorno assomigliano sempre di più a Gilead.