Quando le scuse sono peggiori della gaffe: su Alan Friedman la tempesta perfetta dopo l’insulto a Melania Trump

Il giornalista, che ha definito l’ex First Lady “escort di Trump”, ha provocato un’infinità di reazioni indignate e ora in tanti chiedono il bando dalla Rai

di C. M.

Prima ha provato ad invocare un errore di traduzione, poi si è scusato per la “battuta infelice” ammettendo quindi la volontarietà dell’insulto. Insomma, per Alan Friedman la toppa è peggiore del buco e le sue giustificazioni tardive hanno soffiato sul fuoco della polemica dove in tanti hanno detto la loro. Dopo la puntata di Unomattina in cui il giornalista Statunitense ha definito Melania “escort di Trump”, correggendo subito dopo la parola incriminata con “moglie”, le reazioni indignante, anche del mondo politico, sono state moltissime e bipartisan: da Giorgia Meloni e Vittorio Sgarbi, a Laura Boldini e Selvaggia Lucarelli passando per senatori leghisti e commissione d’inchiesta sul Femminicidio.

Meloni: “Dove sono le paladine del femminismo?”

"Grave episodio sulla tv pubblica: Alan Friedman definisce Melania 'escort' prima di correggersi e chiamarla 'moglie' di Trump. Surreale che nessuna paladina del femminismo sia intervenuta. Cosa sarebbe accaduto se a essere definita così fosse stata un'esponente di sinistra?", scrive su Twitter Giorgia Meloni, che aggiunge: "Surreale anche che Friedman non si sia scusato immediatamente per le gravi parole pronunciate, aspettando le polemiche per poi dare la sua versione".

"Parole figlie di cultura misogina"

“Le parole gratuite, inaccettabili, volgari e offensive pronunciate da Alan Friedman qualificano il personaggio ma sono figlie di una diffusa cultura misogina che crede di non avere limiti nelle proprie esternazioni e nei propri comportamenti. Lascia allibiti che sul canale principale del servizio pubblico si consenta la gratuita umiliazione di una donna, ma ancor più raccapricciante è il silenzio dei conduttori e degli altri ospiti anziché la pretesa di immediate scuse e la censura in diretta", affermano i senatori della Lega in commissione d’inchiesta sul Femminicidio Marzia Casolati, Gianfranco Rufa e Pietro Pisani. "Lasciare correre queste infamie, pensare che sia solo goliardia o - peggio ancora - umorismo, è tipico della subcultura che relega la donna in secondo piano e che ne minimizza poi diritti e rivendicazioni. Si vergogni questo minuscolo 'giornalista', si svegli la Rai e prenda seri provvedimenti: lo deve alle donne ed alla loro onorabilità”, concludono i tre senatori della Lega.

Sgarbi: come il caso Berlinguer-Corona

"Non va fatto alcuno sconto a Friedman rispetto alle sue parole nei confronti di Melania Trump in tv. E' il corrispondente italiano di Mauro Corona che definisce la Berlinguer 'gallina', e la Rai lo censura. La Rai dovrebbe censurare Friedman come hanno censurato Corona", commenta quindi Vittorio Sgarbi all'Adnkronos.  

“Ha dato a Melania della putt…”

"Friedman che definisce Melania 'escort'? Una enorme caduta di stile, credo che dovremmo essere tutte d'accordo. 'Escort' vuol dire una cosa ben precisa. Ha dato della 'puttana' alla moglie di Trump", commenta Gaia Tortora all'Adnkronos. "E' vero che la conduttrice Monica Giandotti ha preso poi le distanze, è stata l'unica, ma io avrei fatto capire meglio al signor Friedman che certe cose non si possono dire in tv. Se cominciassimo anche noi a dare un po' di appellativi ai signori.... ma noi non scendiamo sul quel piano". E sulla spiegazione che il giornalista ha dato dopo parlando di un errore "nel corso della traduzione", avendo tradotto "accompagnatrice" con "escort", affonda: "Melania non è un'accompagnatrice, è la moglie: la toppa è peggio del buco. Se avesse detto mi dispiace, non volevo, mi sono accorto dell'errore, sarebbe stato diverso. Non si capisce perché, ma in questo paese si fa sempre fatica a scusarsi", conclude.

Boldrini: “Linguaggio eccessivo e offensivo”

Tiepido il giudizio di Laura Boldrini che, tuttavia, sulla questione si è così espressa su Twitter: "Ma si può mai definire Melania Trump una escort o accompagnatrice? Ci auguriamo che Alan Friedman sia veramente inciampato sulla lingua come dice. Il linguaggio eccessivo e offensivo, che colpisce soprattutto le donne, è un male di questo tempo che va combattuto".

Lucarelli: “Per Botteri si scatenarono le guerre puniche”

Lapidaria ed efficace invece Selvaggia Lucarelli: “Che per una battuta sui capelli disordinati della Botteri si siano scatenate le guerre puniche e che per “escort” a Melania Trump detto da Friedman ci sia al massimo un’alzata di sopracciglio è un fatto”.

Maria Giovanna Maglie: “Doppiopesismo italiano”

Chi si è presa tutto il tempo necessario a rivoltare la questione in ogni sua piega, è la giornalista Maria Giovanna Maglie: "La frase di Alan Friedman e le reazioni ilari dei presenti si iscrivono nel metodo abituale del doppiopesismo italiano, che vale anche e soprattutto nello scandalizzarsi e nel denunciare. E' il frutto di un politically correct che viene applicato un tanto al chilo ad alcuni soggetti che devono essere le vittime. Gli altri ne sono esenti. Ci sono alcune donne - è l'affondo della giornalista- che possono essere lapidate come l'adultera e ci sono le madonne. Anche qui in Italia, l'altro giorno cosa abbiamo visto? Insulti furibondi a Teresa Bellanova da parte della sinistra varia e Cinque Stelle. Poco più di un anno fa, quando Teresa Bellanova giurò da ministro, sui commenti che qualcuno osò fare al suo vestito si scatenò il mondo indignato delle femministe politically correct: Oggi tutti zitti".

Il brutto della diretta

Resta il fatto che nessuno crede all’errore di traduzione da parte di un giornalista tanto navigato come Friedman: "E' vero che un incidente di percorso può capitare quando si è in diretta, ma in questo caso non credo lo sia stato: si tratta di parole gravi, delle quali sappiamo tutti il significato, e che anche a livello internazionale e non solo in Italia ha un senso ben preciso. Non credo che si possa usare escort come 'accompagnatrice'", afferma la giornalista e conduttrice Paola Ferrari.

“Bandire Friedman dalla Rai”

E alla fine è arrivata la richiesta di bando per giornalista: "Abbiamo presentato un quesito urgente in vigilanza Rai affinché Friedman venga bandito dal servizio pubblico. Con quale criterio infatti è possibile definire alcune donne 'escort' e fare risolini allusivi? Che tipo di immagine della donna dà il nostro servizio pubblico? Credo che atteggiamenti del genere vadano censurati perché profondamente diseducativi: le donne non si attaccano con argomentazioni così becere e sessiste", dichiarano in una nota Daniela Santanchè e Federico Mollicone di Fratelli d'Italia.

I conduttori di Unomattina prendono le distanze

Inevitabile, a questo punto la nota ufficiale del programma incriminato: "Nella puntata di Uno Mattina di mercoledì 20 gennaio, il giornalista Alan Friedman, ospite della trasmissione, collegato via skype, si è lasciato sfuggire un’affermazione sessista nei confronti di Melania Trump moglie del Presidente degli Stati Uniti uscente apostrofandola come una escort. Di fronte a questa affermazione a dir poco improvvida la conduttrice del programma, la giornalista Monica Giandotti, ha stigmatizzato l’affermazione di Friedman dicendo che la sua era un’affermazione molto forte e grave". E' quanto si legge in una nota di Uno Mattina, la trasmissione di Rai1. Nella puntata di Uno Mattina del giorno successivo, 21 gennaio, i due conduttori, Monica Giandotti e Marco Frittella, hanno ulteriormente preso le distanze con queste parole testuali: “Ieri in questi studi si è verificato uno spiacevole incidente, un ospite in collegamento ha rivolto un insulto sessista ad una donna. Durante la diretta abbiamo sollevato il nostro disappunto e sottolineato l’accaduto. E vogliamo oggi ribadire che Uno Mattina è il frutto del lavoro di una squadra il cui obiettivo è informare nel rispetto di tutte le opinioni, degli ospiti e del pubblico che ci segue da casa”.

Le parole di Friedman che peggiorano la situazione

Alla fine sono arrivate anche le scuse del diretto interessato che però hanno solo peggiorato la situazione "Ho fatto una battuta infelice, di pessimo gusto, per cui chiedo scusa", ha detto Alan Friedman intervenendo in collegamento con L'aria che tira. Il giornalista si è scusato per aver definito "escort" Melania Trump rispondendo alla conduttrice Myrta Merlino che lo incalzava ("Da donna ti dico, non usare la parola escort per parlare di una donna"). Friedman ha aggiunto: "Come sai sono contro i misogini e contro i maschilisti, per carità". Ma avere ammesso che si trattasse di una battuta, volontaria quindi, ha svelato che non è stato un errore di traduzione, come aveva ammesso in un primo momento.  Insomma, una giustificazione che ha ulteriormente prestato il fianco a nuovi attacchi.

Cpo Usigrai: scuse tardive, basta sessismo

Attacchi che non sono tardati: "Le scuse sono tardive e anche inconsistenti. L'offesa di Alan Freidmann a Melania Trump non può essere archiviata così. Anche perché si tratta dell'ennesimo scivolone sessista della tv di servizio pubblico nel giro di pochi mesi: prima le offese di Mauro Corona, poi le lezioni sulla spesa sexy di Detto fatto, le battute di Luciana Litizzetto su Wanda Nara. Ora l'ospite in studio che fa una battuta sessista". E' quanto sottolinea, in una nota, la commissione Pari Opportunità dell'Usigrai. Per la Cpo del sindacato dei giornalisti di Viale Mazzini, "è tempo che la Rai ottemperi pienamente al suo ruolo di servizio pubblico, che autori, conduttori e giornalisti vengano formati non soltanto per evitare situazioni offensive o imparare a gestirle, ma anche perché si facciano promotori di un cambiamento profondo, contro gli stereotipi di genere e la violenza". Insomma la richiesta che arriva da più parti è di una sorta di Daspo per giornalista. Vedremo come andrà a finire.