Cosa hanno in comune Astrosamantha, Luana D’Orazio, Liliana Segre, Nilde Iotti e Tina Anselmi? Lo spiega Mattarella

Quello del Capo dello Stato per le celebrazioni del 2 giugno è stato un discorso declinato spesso al femminile, sei le donne citate dal presidente

TiscaliNews

Archiviato il 75° anno dal referendum costituzionale che rese l’Italia una Repubblica, resta molto su cui riflettere a partire dagli spunti offerti dal discorso del presidente Mattarella. "C'è un articolo, in particolare, della nostra Costituzione, quello sull'uguaglianza, che suggerisce una riflessione su quanto sia lungo, faticoso e contrastato il cammino per tradurre nella realtà un diritto pur solennemente sancito. Questo principio, vero pilastro della nostra Carta, ha rappresentato e continua a rappresentare una meta da conquistare. Con difficoltà, talvolta al prezzo di dure battaglie. Per molti aspetti un cammino ancora incompiuto. Penso alle differenze economiche, sociali, fra territori. Penso alla condizione femminile, all'impegno delle donne per una piena, concreta affermazione del diritto all'uguaglianza", ha detto il presidente per ricordare la vera essenza del 2 giugno.

Uguaglianza diritto costituzionale non acquisito

"Non siamo ancora al traguardo di una piena parità. Soprattutto riguardo alla condizione delle donne nel mondo del lavoro, al loro numero, al trattamento economico, alle prospettive di carriera, alla tutela della maternità, alla conciliazione dei tempi. Permangono disparità mentre cresce l'inaccettabile violenza contro di loro", ha aggiunto Mattarella. Ma diritti a parte, quello del Capo dello Stato è stato un discorso spesso declinato al femminile con un lungo passaggio dedicato ai valori della parità di genere e al ruolo avuto da alcune donne in momenti cruciali della Storia del dopoguerra ma anche nella contemporaneità. Donne che rappresentano simboli dei valori su cui fondare la convivenza civile e la ripartenza dell’Italia dopo il Covid. Sei le donne citate nel discorso presidenziale: Lina Merlin, Nilde Iotti, Tina Anselmi, Liliana Segre, Samantha Cristoforetti e Luana D’Orazio.

Le donne citate da Mattarella

Lina Merlin - È stata una parlamentare eletta all’Assemblea Costituente nel 1946 e poi senatrice per il Partito Socialista. La legge che nel 1958 abolì le case di tolleranza porta proprio il suo nome, meno noto il suo impegno per inserire nel testo della Costituzione le parole «senza distinzioni di sesso» all’articolo 3, quello che stabilisce la parità di tutti i cittadini davanti alla legge. Forse per questo Mattarella l’ha ricordata come «pioniera della dignità femminile».

Nilde Iotti - Anche lei fu componente dell’Assemblea Costituente del 1946, eletta per il Partito Comunista. Mattarella l’ha citata come esempio fra le più alte cariche dello Stato ricordando che nel 1979 è diventata la prima presidente della Camera dei deputati. Era il.

Tina Anselmi - Partigiana e parlamentare per la Dc, Tina Anselmi è stata, a 30 anni dalla nascita della Repubblica, la prima italiana a ricoprire la carica di ministro (prima del lavoro, poi della salute). Il presidente l’ha citata in qualità di protagonista di una grande stagione di riforme sociali per il Paese: «Lo statuto dei lavoratori, le riforme della scuola, in particolare l’istituzione della scuola media unica e l’innalzamento dell’obbligo scolastico, il nuovo diritto di famiglia, l’istituzione, nel 1978, del Servizio sanitario nazionale».

Liliana Segre - Senatrice a vita: è sopravvissuta alla Shoah dopo essere stata deportata nel lager di Auschwitz. Anni dopo la liberazione ha deciso di dedicare la sua vita alla testimonianza degli orrori di quel periodo e alla conservazione della memoria storica. Per Mattarella la repubblica deve molto a personaggi come Segre «instancabile testimone di civiltà e umanità».

Luana D’Orazio - L’operaia di Prato rimasta stritolata due settimane fa da un macchinario dell’azienda tessile in cui lavorava e diventata così un martire del lavoro. Mattarella ha ricordato le morti bianche e le ingiustizie che ancora affliggono la società italiana. Tra queste l’evasione fiscale e le morti sul lavoro: «Il ricordo del sorriso di Luana D’Orazio impegni tutti al dovere di affrontare il tema della sicurezza dei lavoratori».

Samantha Cristoforetti - Prima italiana a far parte di una missione spaziale a bordo della stazione Iss e prima europea a comandare una missione spaziale. «L’Italia ha creatività e competenze e un’altra donna italiana oggi ci rende orgogliosi: Samantha Cristoforetti» ha detto Mattarella. Queste sei donne sono state citate come esempio di un’Italia che rinasce ma forte del solido passato di nazione democratica.