Su 77 artisti solo 4 donne: al Concertone del Primo Maggio è rivolta delle cantanti. L'iniziativa

Da sinistra Angela Baraldi e Diana Tejera.
Da sinistra Angela Baraldi e Diana Tejera.

Achille Lauro, Daniele Silvestri, Noel Gallagher, Subsonica, Ghali, Manuel Agnelli, Negrita e così via. Al Concertone del Primo Maggio, come sempre, è rappresentata la musica in tante sue declinazioni, dalla trap al cantautorato, dal rock al pop alternativo. Ma c’è qualcosa che davvero manca in questa edizione 2019 ed è la presenza femminile. Sul palco di piazza San Giovanni ad esibirsi sono stati contati 77 artisti ma soltanto 4 donne. Un numero considerato “vergognoso” da alcune artiste come Angela Baraldi, cantante e attrice scoperta da Lucio dalla e rivelata da “Quo vadis Baby” di Gabriele Salvatores, che guida la rivolta delle escluse. Con lei, Diana Tejera, cantautrice romana e un manipolo di altre artiste, tutte rigorosamente donne che hanno convocato un Primo maggio alternativo nel genere per una Festa del lavoro al femminile. Così il primo maggio, dalle 19 a notte fonda, si esibiranno all’Angelo Mai, un locale romano di cultura alternativa per dare vita a un vero e proprio contro-concertone ribattezzato “Mai Così Tante”.

Le parole della riscossa

Ecco il post che proprio Angela Baraldi ha condiviso sul suo account Instagram: “Qualcosa si è mosso. Qualcosa si muove, meglio. Ecco che è arrivato un altro Primo Maggio, tutto al femminile. Come sempre succede in questi casi, ovviamente, a muovere le fila sono state delle donne, delle artiste. Lamentarsi e basta non è sufficiente, è evidente. E spesso neanche ci si lamenta. Meglio rimboccarsi le maniche e agire. Forti della qualità della propria proposta, e anche di quel pizzico di provocazione che un’iniziativa volutamente di genere porta con sé. Perché il Primo Maggio che si muove sotto il titolo “Mai Così Tante (Primo Maggio all'Angelo Mai)” non è mica al femminile per caso. No, questa è una esplicita risposta al palco di Piazza San Giovanni e a un cartellone, diciamolo a gran voce, che dimostra come la scelta fatta da iCompany sia stata davvero vergognosa”.

La replica degli organizzatori 

Ad aderire finora anche Mimosa Campironi, Maria Pia De Vito, Nathalie, Mara Redeghieri. E gli organizzatori del Concertone che dicono? Massimo Bonelli dichiara al Corriere della Sera: “Quando abbiamo cominciato a organizzare l’edizione 2019 volevamo raccontare la musica attuale. Nella lista dei primi nomi c’erano una dozzina di artiste donne, alcune molto note. Ma non siamo riusciti a convincerle. Al Primo maggio ci saranno soltanto sette artiste donne, due in più rispetto allo scorso anno”. Poi certo quello della rappresentanza femminile nella musica è un tema importante “ che però va affrontato con toni diversi”.