Se anche Fiona May difende le merendine. Intanto la proposta di tassarle scatena l'ironia

Una tra le più grandi atlete della storia d'Italia, al contempo testimonial in passato di una nota marca di snack, boccia la proposta

di M.E.P.

Se a scendere in campo è una come Fiona May che ha fatto del suo vivere sano uno stile di vita vuol dire proprio, parafrasando Don Abbondio, che la tassa sulle merendine “non s’ha da fa”. Proprio così. Mentre in Italia impazza la diatriba sull’ipotesi del neo ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti di mettere un balzello ad un bene che fa male ai nostri bambini, ecco che una tra le più grandi atlete della storia d'Italia, al contempo testimonial in passato di una nota marca di snack boccia la questione liquidandola come un’idea “che non mi piace” e asserendo durante la sua recente ospitata a “Un giorno da pecora” su Radio 1 che piuttosto sarebbe meglio tassare alcol e sigarette. Per l'ex atleta di origini britanniche e giamaicane insomma, le merendine non si toccano perché facendolo si darebbe un grande dispiacere ai più piccoli. “Ai bambini piacciono, osserva”. Piuttosto, fa sapere, ma su questo alzi la mano chi non è d'accordo,meglio non abusarne.

Ironia sui social: l'hastag #tassamerendine diventa trend topic

Dopo essere riuscita a “scomodare” atleti ed esperti del viver sani e belli, la tassa sulle merendine ha avuto di che difendersi anche sui social, dove l’hastag #tassamerendine è diventato facilmente trend topic. Esilaranti i commenti e le immagini. C’è di tutto: chi posta foto di pane e pomodoro o di pizza con la mortadella, sostenendo che quelle sarebbero veramente merende sovraniste, e chi ironizza sul vizio della sinistra di tassare ogni cosa: “Non toccatemi la girella che sennò mi girano le brioscine …”. Un altro utente tira le somme: “Insomma ci vogliono al freddo, vestiti con abiti rattoppati di 30 anni fa, mentre laviamo pannolini all’acqua di fonte, andando al lavoro in bicicletta con bottigliette di vetro svedesi e bambini senza merendine”. Qualcuno ricorda che “Fiesta ti tassa tre volte tanto” e la “Torta paradiso” diventa “Paradisi Fiscali”. Insomma, davvero da ridere