Una mamma travel blogger: come guadagnare con la propria passione. Intervista a Federica Piersimoni

'Noi donne dobbiamo smettere di pensare di sapere e potere fare tutto e farlo bene', sostiende Federica che precisa: 'L'errore più comune è pensare che fare un blog sia una cosa facile, che basti scrivere per essere letti. La vera difficoltà è invece trovare la nicchia che unita a una nostra passione ci faccia trasformare un semplice blog in un progetto editoriale'

di Cinzia Marongiu

Viaggiare e guadagnare. Un sogno di tanti che per Federica Piersimoni è diventato realtà e che è continuato a esserlo nonostante quattro anni fa sia diventata mamma. Mentre tutti davano per scontato che avrebbe dovuto dire addio al suo lavoro di travel blogger, Federica si è rimboccata le maniche ed è riuscita a continuare la sua attività, addirittura ampliandola. Già perché ora, non ha soltanto un blog di viaggi lowcoast e una pagine instagram dove condivide le sue esperienze, ma nel frattempo è diventata anche una social advisor e si occupa di fare formazione ad aspiranti influencer ma anche ad aziende che cercano di destreggiarsi nel web marketing. Come ha fatto? In gran parte lo ha raccontato in questo libro 'Una mamma travel blogger' e ce lo ha riassunto in questa intervista.

Federica, hai scritto un libro che nel titolo racchiude una doppia sfida: “Una mamma travel blogger”. Non è facile infatti lavorare e guadagnare come blogger, ancor di meno come una blogger che si occupa di viaggi e che diventa mamma. Come ci sei riuscita?
 'Ci sono riuscita facendomi aiutare, innanzitutto. Noi donne dobbiamo smettere di pensare di sapere e potere fare tutto e farlo bene. La dedica del mio libro è rivolta alla mia famiglia che fin da subito mi ha aiutata e supportata in questo enorme viaggio che è quello della maternità. Il mio lavoro e la mia vita professionale hanno subito una battuta di arresto, innegabile quando si ha un figlio, ma questo è stato solo uno stop per, come si sul dire, fare un bel salto. L'essere madre mi ha dato la possibilità di essere molto più produttiva, concreta e organizzata. Quando dicono che diventare genitore è meglio di un master io ci credo eccome: essere genitore ti rende una persona migliore sempre, anche nel lavoro'. 
 
Quali le rinunce che hai fatto e quali invece i punti di forza, gli aiuti, sui quali hai potuto contare?
 'Le rinunce che all'inizio ho dovuto (e voluto) ho scoperto essere state scelte oculate negli anni. Nel momento in cui sono rimasta incinta alcuni clienti mi hanno lasciata, come si sul dire 'a casa'. Non ho mai negato che questo mi abbia profondamente turbato e fatto soffrire. Ho capito però solo dopo che quel tempo, investito in altro, in me in primis e nella mia formazione, mi hanno portata a fare alcune delle scelte migliori della mia vita professionale e personale. Molto tempo l'ho investito infatti nei viaggi con la mia famiglia, un tipo di investimento economico ma anche lavorativo che mi ha ripagata poi. Agli occhi di tante mamme e neo mamme sono diventata un'esperta del settore e le domande che mi arrivavano giornalmente su come viaggiare con un neonato andando dall'altra parte del mondo, mi hanno poi permesso di scrivere questo libro. Libro che ho dedicato anche a tutte le mamme che si sentono giudicate, additate di essere poco responsabili, mamme che hanno solo bisogno che le persone vicine a loro credano un po' di più in loro e nelle loro capacità organizzative e, perché no, intuitive'. 
 
 
Sono tantissime le persone che provano a inventarsi o a reinventarsi blogger ma che spesso falliscono: quali sono gli errori più comuni? E quali le strategie fondamentali e necessarie?
 'L'errore più comune è quello di pensare che sia una cosa facile, che basti scrivere per essere letti. La vera difficoltà, oggi come oggi è invece trovare la nicchia che unita ad una nostra passione ci faccia trasformare un semplice blog in un progetto editoriale o in un progetto un più ambizioso. Aprire un blog è semplicissimo, ma come dico sempre è mantenerlo attivo la parte più difficile. Tutto si può organizzare con un buon calendario editoriale e una buona tematica, ma se non c'è preparazione nella scrittura per il web, conoscenza dello strumento e del mercato, il blog non ha vita lunga e cos' facendo l'entusiasmo scema'. 
 
Col tempo ti sei anche specializzata nei corsi di formazione per influencer e blogger ma anche per le aziende. Sei diventata una social advisor. Di cosa si tratta? Qual è la competenza più importante che bisogna avere se si vuole galleggiare nel web?
 'Galleggiare nel web è molto semplice, è l'essere una persona professionale e riconosciuta come tale, la parte più difficile. Il bello del web è che qui sopra puoi far credere di essere tante cose e di sapere tante cose, ma spesso ci dimentichiamo che basta una semplice ricerca per scoprire realmente con chi abbiamo a che fare. Il mio punto di forza credo sia la mia storia (digitalmente parlando) che rende credibile agli occhi delle persone, a chi mi contatta come Social Advisor per campagne di Influencer Marketing perché mi ha già conosciuto nel tempo dal vivo e a chi mi scrive per avere informazioni su come aprire un blog perché semplicemente mi ha 'trovato su Google'. 
 
Tornando ai viaggi, com’è viaggiare con il tuo bimbo Giulio che oggi ha quattro anni? 
 'Viaggiare con lui è sempre meraviglioso. La cosa più bella è vedere come si adatta ai luoghi, come entra in contatto con le persone del posto, come impugna le bacchette in Asia e come prova a parlare inglese in ogni parte del mondo, imitandoci. Viaggiare con un bambino è un'esperienza che consiglio ad ogni famiglia, si apprende molto di noi stessi e delle culture che ci circondano che spesso diamo per scontate'. 
 
 
Lo porti sempre con te? 
 
'Non sempre, adesso che è un pochino più grande (abbiamo visitato 4 continenti e lui ha già preso oltre 60 aerei), a volte lo lascio a casa. Credo fermamente nell'educazione attraverso il viaggio, ma anche nell'integrazione della società in cui viviamo ogni giorno. Spero di poter far sempre vivere a lui entrambe le esperienze, quelle di vita nomade e di vita più sedentaria, rispettando le sue esigenze e le nostre inclinazioni di genitori viaggiatori'. 
 
Qual è il viaggio più bello che hai fatto e perché?
 
'Tutti i viaggi che ho fatto mi hanno arricchita e mi hanno lasciato qualcosa. L'Australia è stato un viaggio molto particolare e forse lo ricordo così perché ero già incinta ma ancora non lo sapevo davvero. Il Giappone anche è stato un viaggio unico nel suo genere, un Paese in cui spero di poter tornare presto, magari questa volta con Giulio per potergli far vivere tutte le bellezze del Sol Levante'.