Nuova tegola sulle famiglie: un asilo nido su tre rischia di non riaprire più, a rischio anche il dopo scuola

Imprese sociali gestiscono il 60-65% delle scuole dell'infanzia e se salta il 40% di quelle imprese il 30% dei nidi italiani rischia di non aprire a settembre

Nuova tegola sulle famiglie: un asilo nido su tre rischia di non riaprire più, a rischio anche il dopo scuola
TiscaliNews

L'emergenza Coronavirus ha vuotato scuole e asili nido tenendo a casa intere famiglie ma ora le conseguenze della serrata si abbattono sugli operatori del settore privato e, di conseguenza, sulle famiglie stesse. Un asilo nido su tre potrebbe infatti non riaprire più e manifestazioni dei loro dipendenti si stanno svolgendo in tutte le Regioni. Secondo il rapporto annuale su fiducia e consumi di Confcommercio e Censis, infatti, a causa della crisi sanitaria e del conseguente lockdown, il 42,3% delle famiglie ha visto ridursi l' attività lavorativa e il reddito, il 25,8% ha dovuto sospendere del tutto l' attività, il 23,4% è in Cassa integrazione. Sono quasi 6 su 10 le famiglie con membri che temono di perdere il posto di lavoro. Inevitabile che, stando a casa, in tanti pensino di non usufruire dei servizi di un asilo nido che, tra l’altro, non potrebbero più permettersi.

A rischio il 30% dei nidi

Come scrive La Stampa, «cooperative e imprese sociali gestiscono tra il 60-65% delle scuole dell'infanzia e se salta il 40% di quelle imprese il 30% dei nidi italiani rischia di non aprire a settembre e questo diventa un problema per le famiglie, le donne, le persone fragili e anche le altre imprese». Per Gianni Gallo, presidente di Confcooperative Piemonte Nord, «avranno grossi problemi le imprese sociali che lavorano nelle Rsa e quelle che gestiscono tutti i servizi legati al mondo della scuola, cioè integrazione per disabili, sostegno fino alle mense che sono ferme da mese e che non sappiamo come riapriranno».

Terzo settore crollo dell' 80% fatturato

In base ai calcoli fatti il mondo del terzo settore, che raccoglie circa 350 mila enti e dà lavoro a 850 mila persone, con l' emergenza Covid-19 ha visto un crollo dell' 80% fatturato e adesso «non solo rischia di esplodere e provocare un vero e proprio default delle imprese» ma potrebbe anche complicare la ripartenza a settembre. Secondo Stefano Granata, presidente nazionale di Confcooperative Federsolidarietà, però «l'emergenza ha portato al centro dell' attenzione il tema del welfare anche da parte di categorie, come professionisti e piccoli imprenditori che prima della crisi non lo consideravano una priorità. E' necessario fare investimenti in economia sociale».