Violenza sulle donne, l'appello di Mattarella. E i giornalisti Rai girano lo spot #DaUomoAUomo

Il capo dello Stato: "Mantenere alta l'attenzione". Nella giornata mondiale, quest'anno dedicata allo stupro, tante condanne e impegni da parte del governo. Conte: "Dobbiamo fare di più"

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TiscaliNews

E' l'Onu a richiamare l'attenzione mondiale su un fenomeno ancora drammaticamente attuale, la violenza contro le donne. E lo fa nella giornata isitituita per stigmatizzare il fenomeno e sensibilizzare l'opinione pubblica e gli Stati affinché mettano in campo azioni concrete di contrasto. Il tema della campagna scelto per il 2019 dall'Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI) s’incentra sull’uguaglianza di genere e rappresenta una chiamata collettiva contro lo stupro. 

Secondo le Nazioni Unite, oggi "una donna su tre è vittima di forme di violenza nell’arco della sua vita. In tempi di guerra e di pace e in ogni paese, le donne subiscono abusi sessuali", è scritto nel sito della campagna. Che spiega: "Lo stupro si radica nelle credenze patriarcali, nelle dinamiche di potere e nel bisogno di controllo", focalizzandosi sulle diseguaglianza di genere - appunto fattore culturale - che stanno alla base della questione.

Mattarella: mantenere alta l'attenzione

Parole che fanno il paio copn il pensiero espresso dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha inviato un messaggio alla nazione perché l'attenzione resti alta. "La violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica e per questo la coscienza della gravità del fenomeno deve continuare a crescere. Le donne non cessano di essere oggetto di molestie, vittime di tragedie palesi e di soprusi taciuti perché consumati spesso dentro le famiglie o perpetrati da persone conosciute", è il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella affermando che "molto resta ancora da fare" e "ogni donna deve sentire le istituzioni vicine". 

Conte: fare di più

Anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, affronta il tema ammettendo che molto c'è ancora da fare. "Abbiamo approvato norme, sbloccato fondi, avviato confronti: la violenza contro le donne rimane un'emergenza - scrive il premier su Twitter -. Lavoriamo per una svolta culturale, che parta dai giovani". Anche la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, la violenza sulle donne è "una piaga sociale" che bisogna "combattere tutti insieme e con ogni mezzo". La ministra assicura di volersi battere per "l'introduzione della parità di genere nelle retribuzioni", perché, afferma, è necessario "contrastare sia la violenza fisica sia economica".

La ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti - che domani sarà ospite della Commissione pari opportunità del sindacato dei giornalisti (Fnsi) per un convegno a Roma sull'odio on line - "la violenza sulle donne è una questione culturale: bisogna cambiare atteggiamento, cambiare la narrazione culturale, dare un nome preciso alle cose: un uomo non uccide una donna per amore, non è più accettabile più nemmeno che venga detto".

Cambiare la cultura degli uomini: lo spot dei giornalisti Rai

E sul fattore culturale che sta dietro il dilagare degli episodi di violenza puntano il dito i giornalisti uomini dell'Usigrai, protagonisti di uno spot dal titolo "#DaUomoAUomo", che verrà trasmesso oggi in tutti i tg, giornali radio, siti internet e account social delle testate giornalistiche della Rai. Il video è stato ideato dalla Commissione Pari Opportunità dell'Usigrai (scritto da Piergiorgio Giacovazzo e Danilo Cretara, con la collaborazione di Roberta Balzotti, Carla Monaco e Monica Pietrangeli) con la consulenza di Stefano Ciccone dell'associazione Maschile Plurale. Alla sua realizzazione hanno partecipato solo lavoratori Rai: oltre ai giornalisti che hanno prestato volto e voce, hanno lavorato il telecineoperatore Enrico Venier, il montatore Andrea Castagnone, il responsabile della grafica Alessandro Cossu, la regista Silvia Belluscio.