Bambina immunodepressa in classe, i compagni si vaccinano per proteggerla dall’influenza

Vaccinati anche insegnanti e genitori dei compagni di scuola. La piccola ha il sistema immunitario compromesso e il virus stagionale potrebbero portarle un grave rischio

Bambina immunodepressa in classe, i compagni si vaccinano per proteggerla dall’influenza
TiscaliNews

Nei mesi scorsi abbiamo dovuto raccontare la triste storia di bambini immunodepressi costretti a stare a casa o andare a scuola rischiando la propria salute. Per questo oggi è un piacere scrivere di una vicenda molto diversa. I bambini di una classe di una scuola primaria di Baone (Padova) per proteggere una compagna di classe immunodepressa hanno deciso, con il consenso dei genitori, di vaccinarsi contro l'influenza. La piccola, invece, non può farlo perché il suo sistema immunitario compromesso e il virus stagionale potrebbero portarle un grave rischio, tale da metterne a repentaglio l'incolumità.

Un muro protettivo

Gli scolari, i loro genitori e le maestre hanno deciso di vaccinarsi in gruppo per erigere un 'muro' tra lei e l'influenza, ovvero rafforzare quella che in termine medico viene definita “immunità di gregge”. Se infatti nella popolazione vi sono alti livelli di copertura vaccinale, questa impedisce la circolazione di virus e batteri, quindi vengono protette dall'infezione anche le persone che, per il loro quadro clinico, non possono essere sottoposte a vaccinazione. Il personale sanitario del Servizio vaccinazioni dell'Ulss 6 Euganea ha provveduto a vaccinare 20 bambini e bambine, di circa 8 anni, 3 insegnanti e un gruppo di genitori.

Un gesto altruista

"In un mondo spesso concentrato sull'interesse personale, questi bambini insieme alle loro famiglie e ai loro insegnati ci insegnano molto". Sottolinea il Direttore generale dell'Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta per il quale "l''altro', a quello che evangelicamente viene definito 'il prossimo' ovvero al nostro compagno di banco, al nostro vicino di casa, al nostro dirimpettaio di scrivania, si può donare il nostro tempo, la nostra attenzione, la nostra capacità di capire, facendoci carico del senso della comunità e del suo benessere". "Gesti come questo - aggiunge Scibetta - hanno una grande importanza nel concreto, ma anche un significativo valore simbolico: ci fanno ben sperare per il futuro, un futuro abitato da uomini e donne consapevoli della bellezza e dell'utilità di essere cittadinanza attiva. Grazie di cuore per questo atto di solidarietà, strumento di prevenzione e di equità".