Bambini 2.0 quali confini tra loro e la tecnologia?

di Caterina Steri

Siamo nell’era del web, e su questo non si discute. Il nuovo mondo ha inevitabilmente condizionato sin da subito la nostra quotidianità e nei minimi particolari. Proprio per questo dobbiamo farci i conti, nel bene e nel male.

Bambini e tecnologia

Tutto ciò naturalmente non coinvolge solo il mondo adulto, ma qualsiasi generazione. Non possiamo certo evitare che bambini e adolescenti entrino in contatto con il mondo della tecnologia, allo stesso tempo occorre sempre tenere dei confini ben precisi, tra ciò che è vantaggioso e ciò che non lo è.

Tempo fa mi colpì parecchio parlare con un insegnate di educazione fisica che mi disse che la maggior parte dei bambini di oggi non sanno fare le capriole, che le attività ludiche attuali sono molto diverse rispetto a quelle del passato e che spesso richiedono immobilità fisica e isolamento. Mi fece infatti l’esempio di tanti bambini e adolescenti che passano la maggior parte del loro tempo libero giocando con smartphone e tablet.

Troviamo bambini che ancora non sanno camminare, fortemente attratti da questi strumenti elettronici. È un grosso vantaggio per i genitori poter sfruttare del tempo per se stessi, mentre i piccoli stanno tranquilli a seguire cartoni, filmati o quant’altro su internet. A volte anche solo per fare una doccia, preparare un pasto, o fare una chiacchierata con altri adulti senza interruzioni continue.

Ma per i bambini quali sono i vantaggi, soprattutto se quel tempo si protrae a lungo?

Pro e contro

Esistono posizioni contrastanti al riguardo, sia tra esperti, genitori, insegnanti che parlano di pro e contro. Indicativo è sicuramente il video che troviamo da tempo su internet di un bambino che piange e viene calmato solo mettendogli uno smartphone in mano e che quando gli viene ripreso inizia ad urlare disperato.

Stare troppo di fronte ad uno schermo può causare un affaticamento eccessivo per la vista, l’acquisizione di posture scorrette, l’impigrimento fisico, l’isolamento e la perdita di interesse e curiosità verso ciò che sta attorno.

L’immediatezza delle risposte del web può essere controproducente rispetto allo sviluppo del processo cognitivo dei più piccoli.

Impigrimento mentale

Anche gli adulti non sono esonerati da un facile impigrimento mentale. In passato, quando non ci si ricordava di qualcosa, si discuteva con altri, ci si confrontava, si cercava nei libri la risposta. Insomma, ci si spremeva le meningi, ora con un click non c’è alcun bisogno di farlo. E questo è estremamente comodo ma indebolisce la mente nella ricerca di soluzioni e risposte.

Stare troppo di fronte allo schermo, soprattutto nelle ore serali può creare eccitamento e insonnia. Senza contare tutti i vari pericoli in cui si può incorrere navigando su internet. Oggi esistono delle modalità per bloccare l’accesso a siti pericolosi, ma i bambini col tempo diventano anche molto esperti nel superare certe barriere. Può capitare quindi di illuderci che uno smartphone o un tablet possa costituire solo un semplice diversivo. Ma così non è, soprattutto se il loro uso si traduce in abuso.

Il parere della psicologa

Personalmente e professionalmente sono contro l’uso di tali strumenti da parte dei più piccoli. E’ vero che non possiamo negarne l’esistenza, ma è altrettanto vero che esiste un’età per tutto, e non sempre è il caso di anticipare i tempi. Possiamo quindi iniziare a stimolare i bambini con altro, per quanto più faticoso per i genitori e non rendere loro il mondo del web scontato e sempre a portata di mano.

Le tappe obbligatorie per lo sviluppo del bambino

Una buona educazione a tappe al loro graduale uso può aiutare in questo, ma senza fretta. Facciamoli sporcare, cantare, correre, urlare. Rendiamoli partecipi delle nostre vite perché più lo faremo, più loro si abitueranno a stare a tavola, ad inventare storie, a colorare, a dare pieno sfogo alla loro fantasia. Conosco diversi genitori che pensano che questo non sia possibile, che non si possa più uscire da casa senza dover ipnotizzare i bambini di fronte agli schermi. Conosco altrettante coppie che invece condividono e mettono in pratica l’idea di tenere lontano i bambini dagli smartphone e dimostrano quotidianamente che ciò sia possibile. Se ci pensiamo, noi da piccoli non avevamo certamente questi strumenti di gioco.