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La scoperta del sesso: fra ansie e paure, come vivono la "prima volta" gli adolescenti di oggi

coppia adolescenti
Foto shutterstock.com

Come vivono la scoperta del sesso gli adolescenti di oggi? Quanto può essere difficile la prima volta? La disinibizione che sembra appartenere a questa generazione in realtà nasconde una fragilità con cui molti giovani vivono le loro prime esperienze sessuali.

Le serie tv

Negli ultimi anni alla serialità per teenager è stata assegnato il compito di raccontare la complessità delle scelte di quella età, i tormenti e le aspirazioni. Da Euphoria a Sex Education, da Skam a Prisma sono numerosi i tentativi di dar voce a questa generazione di giovani attraverso la serie.

Su questa scia il 6 ottobre è stata trasmessa su Raiplay la prima puntata della serie “5 minuti”, un teen dramedy che indaga il tema della sessualità con delicatezza e poesia. La serie narra la storia di Nina e del suo gruppo di amici, alle prese con le scelte difficili dell'adolescenza: il sesso, l'amore, l'amicizia, la ricerca di sé sotto la spinta delle pressioni sociali, delle aspettative idealizzate, dell'esposizione sui social. La lente è puntata con garbo e ironia su una “prima volta”, in particolare sui vorticosi 5 minuti prima che sono il momento dell'apertura verso l'altro, che Nina continua a differire, tra crisi di panico e dubbi esistenziali.

Le paure 

L'esordio nel mondo della sessualità porta con sé l'ansia della novità, il confronto con l'altro, la paura dell'ignoto. Si tratta di un argomento ampio e delicato, che coinvolge vari aspetti, da quello fisico a quello emotivo.

La generazione degli adolescenti di oggi è più consapevole del proprio corpo e della propria immagine, anche per via dei social. Ma dietro un'ostentata sicurezza si mascherano le paure di sempre: di non piacere, di non sapere come ci si deve comportare, di non avere messo bene a fuoco la propria identità, di mettersi a nudo di fronte all'altro ed esporre così sentimenti e fragilità.

Gli adolescenti di oggi vivono in una società più fluida e libera, che cela però molte contraddizioni.

Protetti da una schermo gli adolescenti si sentono più sicuri nell'esprimersi con comportamenti esibizionistici e selfie ammiccanti che sfociano in una provocazione erotica spesso inadeguata rispetto al contesto e all'età.

La sessualità fluida

In quest'epoca dove la sessualità è fluida, la prima volta può rivelarsi un debutto quasi sperimentale. Ad esempio, sempre più spesso i primi approcci sessuali delle ragazze vengono vissuti con un'amica anziché con un ragazzo. Questa fase esplorativa può aiutare a conoscersi per poi scoprire il  rapporto eterosessuale. (Meli, 23 luglio 2022).

L'esposizione a materiali pornografici espliciti, online e sui social, ha reso i giovani tecnicamente più consapevoli, ma ha diffuso falsi miti che confondono i ragazzi alle prese col primo rapporto.

Queste immagini abituano i ragazzi a un livello di eccitazione e di stimolazione molto alto e ad un tipo di sessualità piuttosto rude. L'incontro con un corpo femminile reale, poi, che ha sensibilità e ritmi diversi, può risultare meno eccitante o favorire difficoltà nella pienezza e nell'intensità del godimento. Questo rischia di innalzare anche le preoccupazioni delle ragazze, in termini di performance, e renderle meno rispettose di ciò che il loro corpo sente.

Come possono rapportarsi i genitori rispetto alla prima volta dei figli?

Il dialogo è alla base di qualunque rapporto personale che funzioni. Non fa eccezione quello con i propri figli, anche su un argomento così delicato e pieno di tabù come la sessualità. Ma, la capacità di parlarsi apertamente e di trovare conforto e confronto, non è qualcosa di automatico: va costruita negli anni, a partire dalla prima infanzia. Sin dalle prime domande, sul proprio corpo e sulla propria nascita, bisognerebbe condurre i propri figli con naturalezza alla comprensione dell'universo sessuale. È giusto iniziare a parlarne con anticipo affinché il rapporto genitore-figlio/a sia basato sulla confidenza. Così, in caso di difficoltà (ad es.: sexting, bullismo, ecc.), l'adolescente non abbia timore ad aprirsi.

Un approccio genitoriale responsabile non può evitare il tema della sessualità, lasciando che i bambini e i ragazzi si documentino come possono o si confrontino soltanto con i propri coetanei. Il pericolo è lasciarli in balia di se stessi e delle informazioni frammentarie a cui potrebbero accedere. Non bisogna dimenticare che ogni divieto o tabù genera approcci errati. Se il sesso fa parte della vita di ogni individuo, allora è possibile gestirlo con serenità.

Molti pensano che parlarne prima sia come spingere i figli a farlo. Non è così. È importante che i giovani capiscano quanto siano importanti la prevenzione e il fare sesso in sicurezza.

Durante la prima volta, momento emotivamente impegnativo, è facile dimenticarsi il profilattico, ma invece il genitore deve porre l'accento proprio sui rischi che i giovani possono correre.

In conclusione, la prima volta è caratterizzata da elementi ricchi di sfumature a livello fisico, affettivo ed emotivo per cui, anche oggi, in una società che vive all'insegna della fluidità e della libertà sessuale, è importante non banalizzarla, ma affrontarla solo quando si è pronti a viverla con i migliori presupposti possibili.

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