Food delivery: le sette regole per un corretto regime alimentare anche con il cibo consegnato a casa

L'Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi consiglia scelte equilibrate e locali di fiducia. Ecco il vademecum

Food delivery: le sette regole per un corretto regime alimentare anche con il cibo consegnato a casa
TiscaliNews

Con i ristoranti chiusi fra zone rosse e arancioni, il fenomeno del cibo da asporto e il food delivery stanno prendendo sempre più piede con il conseguente rischio di “cattiva alimentazione”. Invece è possibile fare scelte alimentari equilibrate nel tempo variando le ordinazioni e rivolgendosi magari a locali con differenti cucine (vegetariana, carne, pesce,) con l'obiettivo di ricalcare nel lungo periodo il modello della piramide alimentare della dieta mediterranea. E' questo uno degli accorgimenti compresi nelle sette regole consigliate dai medici dell'Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri (Aigo) nel periodo di lockdown per mangiare bene e in sicurezza durante le feste.

  1. “Cibo da asporto” non è sinonimo di “fast food”

Nel vademecum, con la premessa di evitare un rischio di sovrappeso/obesità e segnalando che "generalmente i cibi pronti sono più ricchi in sale e calorie e meno ricchi in nutrienti rispetto a cibi preparati a casa", viene consigliato, come prima regola, di affidarsi a ristoranti di fiducia o al cibo da strada preparato con ingredienti semplici. Se non si resiste alla tentazione del fast food, è consigliabile rifornirsi dalle catene che hanno implementato pratiche di promozione della salute: riduzione del sale, condimenti a minor contenuto di grassi (ad esempio la maionese low fat). Se in famiglia ci sono bambini, è meglio scegliere opzioni che contengano anche cibi “buoni” (fette di frutta, yogurt).

  1. Variare gli alimenti

Non è il singolo pasto che fa la differenza, ma scelte alimentari equilibrate nel tempo. Consumando spesso cibo da asporto è importante variare le ordinazioni con l’obiettivo di ricalcare nel lungo periodo il modello della piramide alimentare della Dieta mediterranea. Inoltre, il suggerimento è di ricercare sempre informazioni nutrizionali e di corretta conservazione del cibo (es. per l’abbattimento e la catena del freddo per il pesce crudo), oltre alla tracciabilità degli alimenti.

  1. Alimenti ricchi di fibre

Circa la metà delle calorie assunte con l’alimentazione dovrebbe provenire da cibi ricchi di carboidrati, come cereali, riso, pasta, patate e pane: è una buona idea includerne almeno uno ad ogni pasto. Alimenti integrali come il pane, la pasta e i cerali integrali contribuiscono al nostro fabbisogno di fibre. La frutta e la verdura sono fra le fonti più importanti di vitamine, minerali e fibre. Un bicchiere di succo di frutta fresca un frutto rappresentano uno snack ideale.

  1. Attenzione al sale

Il contenuto di sale nei cibi pronti è molto più elevato (e spesso in grande eccesso) rispetto ai cibi preparati a casa (1 porzione di purea di patate istantaneo ha un contenuto 20 volte maggiore di sale rispetto ad una porzione casalinga). Non aggiungere quindi altro sale. Se si sente l’esigenza di insaporire, sono preferibili le spezie.

  1. Evitare l’eccesso di alcool

Un bicchiere di vino durante il pasto può avere effetti benefici, come ci ricordano i dettami della Dieta mediterranea, ma attenzione a non abusarne in quanto può diventare un gran nemico del benessere psico-fisico.

  1. Gli elettrodomestici giusti per riscaldare

Il forno a microonde correttamente usato presenta pochissimi rischi per la salute. Anzi, la cottura a microonde – essendo più rapida – è in grado di preservare i micronutrienti contenuti negli alimenti rispetto ad altri tipi di cottura. Se si utilizza il forno a microonde, evitare contenitori in melamina che possono rilasciare sostanze tossiche durante la cottura. Se usato correttamente, il forno a microonde non comporta rischi per la salute

  1. E le precauzioni per il Covid-19?

Pur consapevoli che il “rischio zero” in medicina non esiste, va comunque detto che non si registrano segnalazioni di contagio attraverso il cibo, anche se l’origine del Sars-CoV-2 dovrebbe essere animale. È noto peraltro che negli ambienti refrigerati il Sars-CoV-2 si può diffondere facilmente. È d’obbligo la raccomandazione di lavarsi accuratamente le mani prima, dopo, e durante la manipolazione degli alimenti per evitare contaminazioni. La cottura del cibo (a temperature oltre 63° per oltre 4 minuti) dovrebbe eliminare la possibilità di contagio.
E per quanto riguarda il consumo di alimenti crudi, come ad esempio la verdura? Il consiglio è sempre quello di lavare accuratamente ciò che mangiamo, pratica igienica indispensabile da sempre.